Le ripercussioni politiche relative alla recente decisione del Tar, che ha sancito l’annullamento del provvedimento “Bologna Città 30”, non accennano a placarsi. Nella giornata di oggi, il dibattito si è spostato dalle aule di tribunale al piano della responsabilità amministrativa ed economica, con le forze di opposizione che hanno alzato il tiro contro la giunta guidata dal sindaco Matteo Lepore.
Al centro della contesa vi è la gestione delle risorse pubbliche impiegate per un progetto che la giustizia amministrativa ha bocciato. Forza Italia e Lega hanno espresso una ferma condanna verso l’operato dell’amministrazione, ipotizzando che la vicenda possa configurare un danno erariale. Secondo quanto sostenuto dagli esponenti di Forza Italia, il provvedimento era viziato sin dalla sua genesi; il partito azzurro ha evidenziato come l’amministrazione fosse, a loro avviso, consapevole della fragilità giuridica della misura e dei rischi concreti di una sconfitta in caso di ricorso, parlando apertamente di atti che equivarrebbero a un’ammissione di colpa.
Sulla stessa linea si è posizionata la Lega, che ha posto l’accento sullo spreco di denaro dei contribuenti bolognesi per un’iniziativa giudicata errata. I due partiti del centrodestra hanno quindi annunciato la volontà di procedere con un’azione formale comune: la presentazione di un esposto alla magistratura contabile. L’obiettivo è chiedere alla Corte dei Conti di verificare se le spese sostenute per l’implementazione e la comunicazione della “Città 30”, ora annullata, abbiano causato un pregiudizio economico alle casse comunali.











