Il fronte del no si compatta tra i crinali dell’Appennino, dove la difesa del paesaggio diventa battaglia politica e identitaria. Nei giorni scorsi, il Municipio di Casteldelci ha ospitato un vertice tra Alice Buonguerrieri, deputata di Fratelli d’Italia, e il sindaco Fabiano Tonielli. Al centro del tavolo, il futuro di un’area strategica al confine tra Romagna, Marche e Toscana, minacciata – secondo i presenti – da progetti eolici di scala industriale ritenuti incompatibili con la tutela ambientale.
L’incontro ha messo sotto la lente d’ingrandimento due dossier caldi: Badia del Vento e Monte Comero. Il primo, un impianto di dimensioni imponenti previsto tra Verghereto e Casteldelci, è stato recentemente rimesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo la ferma opposizione espressa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dai governatori di Emilia-Romagna e Marche, Michele de Pascale e Francesco Acquaroli. Una mossa necessaria, spiega Buonguerrieri, “in risposta alla decisione unilaterale della Regione Toscana di approvare un impianto fortemente impattante nell’area di confine”.
Non meno preoccupazione desta il progetto di Monte Comero, la cui autorizzazione è in capo alla Regione Emilia-Romagna. Su questo fronte, il sindaco Tonielli ha confermato di aver già presentato osservazioni negative, sottolineando come le pale giganti rischierebbero di compromettere un contesto territoriale “già fragile” e di ostacolare la valorizzazione turistica di luoghi prossimi alle sorgenti del Tevere.
La parlamentare di FdI non ha usato mezzi termini nel ribadire la sua posizione: “Netta contrarietà all’impianto di Badia del Vento e a tutti gli impianti eolici industriali che insistono su questo territorio”. Per Buonguerrieri si tratta di una questione di metodo oltre che di merito, fondata sulla necessità di “ascoltare le comunità locali, preservare territori interni già esposti a rischi di dissesto idrogeologico e respingere modelli di sviluppo che ignorano la voce di chi vive e custodisce questi luoghi”.
L’asse tra Roma e i municipi montani sembra dunque saldarsi. Buonguerrieri ha promesso di farsi portavoce delle istanze del territorio in ogni sede istituzionale, mentre il sindaco Tonielli ha rivendicato la compattezza dei primi cittadini dell’area, uniti nella difesa di un patrimonio ambientale e storico che non intendono sacrificare sull’altare della transizione energetica industriale.












