San Giovanni in Marignano, Aeffe tira dritto sui 120 licenziamenti: fallita la mediazione, ora è battaglia legale

Nessun passo indietro, nessuna apertura dell’ultima ora. Il confronto a Roma si è concluso con l’esito più temuto dai lavoratori: il gruppo Aeffe ha confermato la procedura di mobilità che prevede il taglio di 120 posti di lavoro tra gli stabilimenti di San Giovanni in Marignano, nel Riminese, e la sede di Milano.

Fumata nera al Ministero
Il tavolo di crisi convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy non è servito a cambiare la rotta tracciata dall’azienda. Nonostante i tentativi di mediazione messi in campo anche dalla Regione Emilia-Romagna, la proprietà è rimasta ferma sulle proprie posizioni, ribadendo la necessità degli esuberi. Una chiusura netta che sancisce il fallimento della trattativa sindacale e apre scenari cupi per il distretto della moda romagnolo.

L’amarezza dei sindacati
Dura la reazione delle parti sociali, che non nascondono la delusione per un risultato definito come una sconfitta per l’intero territorio. Cristian Fabbri, operatore della Femca Cisl Romagna, ha espresso profonda amarezza, sottolineando come dietro la freddezza dei numeri ci siano storie di persone e famiglie che si ritrovano improvvisamente senza un impiego. Il sindacalista ha rimarcato la gravità della situazione occupazionale nella zona, già colpita da diverse crisi aziendali, descrivendo lo stato d’animo di chi si vede recapitare una lettera di licenziamento e vede davanti a sé solo incertezza.

La parola passa ai giudici
Archiviata la fase del confronto istituzionale, la vertenza si sposta ora nelle aule di tribunale. I sindacati hanno annunciato l’intenzione di impugnare i provvedimenti: gli uffici legali sono già al lavoro per analizzare nel dettaglio la correttezza formale e sostanziale della procedura adottata dall’azienda. L’obiettivo è verificare caso per caso la legittimità dei licenziamenti e affidare la decisione finale a un giudice del lavoro. Resta però, nell’immediato, la disperazione di chi vede il proprio futuro avvolto nella nebbia.