Emilia Romagna, la moda soffre: crollano produzione ed export, dalla Regione in arrivo un piano da 45 milioni

Il sistema moda dell’Emilia-Romagna attraversa una delle fasi più complesse della sua storia recente, stretto nella morsa di una crisi che colpisce sia i piccoli laboratori artigiani che i grandi marchi. È quanto emerso dal Tavolo regionale permanente riunito a Bologna, dove i dati presentati hanno delineato un quadro a tinte fosche per il 2025, spingendo l’amministrazione regionale a varare un massiccio piano di investimenti per il nuovo anno.

I numeri della crisi: produzione ed export in rosso
Le statistiche illustrate durante l’incontro non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche. Secondo il rapporto di Unioncamere, la produzione del settore ha registrato un calo del 4% nel corso del 2025. Ancora più allarmante l’analisi di Confartigianato sulle esportazioni: nel primo semestre dell’anno appena concluso, l’export regionale ha subito una flessione del 6,9%, un dato decisamente peggiore rispetto alla media nazionale che si è attestata su un -3,8%.

La sofferenza del comparto si traduce inevitabilmente nella chiusura delle attività. Solo nel terzo trimestre del 2025, in regione hanno abbassato la saracinesca 67 imprese, di cui ben 63 artigiane. La provincia di Modena paga il prezzo più alto in termini di cessazioni, con 26 aziende perse in tre mesi.

La mappa del settore: chi regge e chi crolla
La crisi non colpisce il territorio in modo uniforme. Due province riescono a navigare in controtendenza sul fronte delle vendite all’estero: Reggio Emilia, che segna un +7,1% nel primo semestre 2025, e Bologna con un +5,1%. Questi due territori, da soli, rappresentano oltre la metà del valore della moda regionale.

Drammatico invece il crollo nelle altre aree: Piacenza vede l’export precipitare del 23%, seguita da Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Cali a doppia cifra che certificano le difficoltà strutturali di interi distretti produttivi.

La risposta della Regione: fondi e formazione
Per arginare l’emorragia, l’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Colla ha confermato una strategia di sostegno economico sostanziosa. Dopo aver finanziato nel 2025 ben 38 progetti con 2,3 milioni di euro e averne destinati altri 2 alla formazione, la Regione guarda al 2026 con il bando “Step”. Si tratta di una misura per investimenti e ricerca che mette sul piatto una dotazione complessiva di 45 milioni di euro, accessibili attraverso tre diverse finestre temporali.

L’allarme sugli ammortizzatori sociali
A margine dell’incontro, il vicepresidente Colla ha espresso forte preoccupazione per l’evoluzione dello scenario. La complessità del momento, ha spiegato l’assessore, risiede nel fatto che gli ammortizzatori sociali, utilizzati massicciamente nell’ultimo periodo, si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi ha cambiato volto: se fino a pochi mesi fa riguardava principalmente la piccola impresa artigiana, ora le difficoltà stanno iniziando a coinvolgere anche alcuni storici brand industriali, ampliando il perimetro dell’emergenza.