Cronaca. Ravenna, giallo Molducci: in Appello confermata l’assoluzione piena per il figlio

Si chiude anche il secondo capitolo giudiziario sulla vicenda della morte del medico di base di Campiano. La Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha confermato ieri la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Ravenna: Stefano Molducci è stato assolto con formula piena dall’accusa di omicidio premeditato. Per i giudici, il fatto non sussiste.

Morte naturale, non avvelenamento
È bastata appena un’ora di camera di consiglio alla corte bolognese per ribadire quanto già stabilito in precedenza. Il decesso del dottor Danilo Molducci, avvenuto il 28 maggio 2021 all’età di 67 anni nella sua abitazione, è da attribuirsi a cause naturali. Cade dunque definitivamente l’ipotesi accusatoria che vedeva il figlio 42enne, residente a Castrocaro Terme, come l’esecutore di un presunto avvelenamento farmacologico. Secondo la tesi della Procura, poi smontata nei due gradi di giudizio, il movente sarebbe stato di natura economica, legato al timore dell’imputato di essere estromesso dalla gestione del patrimonio paterno.

Respinte le richieste dell’accusa
La Procura Generale aveva tentato di riaprire l’istruttoria chiedendo una parziale rinnovazione del dibattimento. L’obiettivo era ottenere una nuova perizia tossicologica sulla salma e ascoltare nuovamente alcuni testi chiave, tra cui un ufficiale di polizia giudiziaria e la badante 57enne che assisteva il medico (già scagionata in primo grado dall’accusa di complicità). La difesa dell’imputato si è opposta fermamente a tali richieste. La Corte ha accolto la linea difensiva, ritenendo superfluo ogni ulteriore approfondimento e confermando l’innocenza di Stefano Molducci