Cronaca. Rimini, omicidio Pierina Paganelli: fissata l’udienza chiave per la scarcerazione di Dassilva

C’è una data per il nuovo capitolo giudiziario relativo all’omicidio di Pierina Paganelli. Venerdì prossimo, 30 gennaio, il Tribunale del Riesame si riunirà per decidere nuovamente sulla custodia cautelare di Louis Dassilva, l’unico imputato attualmente detenuto per il delitto avvenuto in via del Ciclamino nell’ottobre del 2023. L’udienza segue la decisione della Corte di Cassazione che, lo scorso ottobre, aveva annullato con rinvio l’ordinanza che teneva l’uomo in carcere.

Le motivazioni della Cassazione
Gli avvocati difensori, Riario Fabbri e Andrea Guidi, avevano presentato ricorso concentrandosi esclusivamente sulla necessità della carcerazione preventiva. Nelle trenta pagine di motivazioni depositate recentemente, gli “Ermellini” hanno ricostruito la vicenda processuale, sottolineando che l’annullamento non riguarda il giudizio di merito finale – che si svolgerà in Corte d’Assise – ma la solidità delle ragioni per mantenere la misura cautelare. La Suprema Corte ha contestato al Riesame una motivazione considerata insufficiente, chiedendo una rivalutazione più approfondita che tenga conto delle nuove evidenze investigative. Tra queste figurano le perizie sulla videocamera della farmacia, le analisi sui telefoni e la recente consulenza fonica sulle voci registrate nel garage del condominio.

Il nodo dell’attendibilità di Manuela Bianchi
Uno dei punti focali sollevati dai giudici romani riguarda le dichiarazioni di Manuela Bianchi, nuora della vittima ed ex amante dell’imputato. La donna, dopo essere stata indagata, ha modificato la sua versione dei fatti rispetto alle deposizioni iniziali. Su questo aspetto, la Cassazione ha invitato il Riesame a vagliare con attenzione la credibilità di questo cambio di rotta: bisognerà stabilire se la seconda versione sia quella veritiera, emersa una volta caduta la necessità di proteggere la relazione, oppure se possa essere frutto di risentimento per la fine del rapporto extraconiugale e per le dichiarazioni rese dallo stesso Dassilva.

Movente e alibi sotto la lente
Il nuovo esame dovrà chiarire anche aspetti legati al movente e all’alibi. Riguardo al movente, la Corte ha specificato che non conta tanto se la vittima avesse oggettivamente scoperto l’identità dell’amante della nuora, quanto piuttosto la percezione soggettiva che l’imputato aveva di tale scoperta. Infine, sarà necessario un nuovo vaglio sull’alibi fornito dalla moglie di Dassilva, Valeria Bartolucci. I giudici del rinvio dovranno determinare se si tratti di un alibi deliberatamente falso o semplicemente di un alibi fallito. Il Tribunale del Riesame è ora chiamato a esprimersi entro dieci giorni dalla ricezione degli atti.