San Marino, rivoluzione casa: arriva il co-housing, individuate 7 aree nei Castelli periferici

Una svolta nella concezione dell’abitare sul Titano. La nuova legge sulla Pianificazione strategica territoriale introduce il concetto di “funzione abitativa collettiva”, un modello pensato per rispondere alle mutate esigenze sociali, supportare giovani, anziani e disabili, e al contempo rivitalizzare le aree meno centrali della Repubblica. I dettagli sono emersi durante una recente serata pubblica dedicata all’illustrazione delle novità normative.

Un nuovo patto tra pubblico e privato
L’architetto Lorenzo Battistini, della Segreteria di Stato per il Territorio, ha delineato i contorni del progetto che punta a limitare il consumo di suolo senza gravare sulle casse pubbliche. Il meccanismo prevede che lo Stato metta a disposizione terreni di sua proprietà (o che il progetto si sviluppi su aree private già edificabili o a servizi) attraverso un bando pubblico. I soggetti selezionati stipuleranno una convenzione con l’Eccellentissima Camera, soggetta all’approvazione del Consiglio Grande e Generale. L’obiettivo è riqualificare il tessuto urbano creando non semplici condomini, ma vere comunità.

Tre modelli: dal co-housing agli studentati
La normativa individua tre specifiche tipologie di intervento, ciascuna con vincoli precisi per evitare speculazioni:

  • Cohousing: Prevede un mix tra spazi privati e aree condivise, che devono coprire almeno il 30% della superficie totale. Cucine comuni, lavanderie, orti urbani, ma anche servizi come il car-sharing. Il vincolo di mantenimento della funzione è fissato a 15 anni.
  • Studentati: Pensati per fronteggiare la crescita degli iscritti all’Università di San Marino, favoriscono il recupero di edifici esistenti (anche tramite partnership pubblico-privato). Devono garantire standard minimi di spazio e servizi comuni, con un vincolo di destinazione decennale.
  • Comunità abitative: Non si tratta di edilizia popolare, ma di alloggi di qualità medio-alta (case a schiera o complessi residenziali, escluse le villette singole). Queste strutture offriranno servizi premium come piscine o aree fitness condivise. Le unità abitative avranno dimensioni tra i 60 e i 140 metri quadri, con un vincolo di destinazione di 25 anni e il divieto di vendita per i primi 10 anni.

Le 7 aree individuate: focus sulla periferia
Uno degli scopi dichiarati della legge è il ripopolamento dei Castelli periferici. Per questo motivo, le aree pubbliche candidate ad ospitare i primi progetti pilota sono state scelte lontano dal centro.
A Montegiardino è stato individuato un lotto in via del Progresso, mentre a Faetano l’area prescelta si trova in strada Campo del Fiume. A Paderna si punta alla ricostruzione di un edificio pericolante nei pressi dell’Agrizoo.
Doppia opportunità a Fiorentino: una zona in via Corbelli, che permetterebbe di riqualificare anche il parco giochi adiacente al centro sociale, e l’immobile dell’ex asilo in via Ventun Settembre.
Infine, sono state segnalate un’area libera vicino alle case popolari di Acquaviva (via V. degli Olivi) e l’ex asilo di Gualdicciolo in via A. Frisoni.

Incentivi fiscali
Per stimolare questi interventi, specialmente quelli orientati alla rigenerazione urbana, la legge mette sul piatto significativi sgravi economici. È prevista una riduzione del 25% dell’imposta monofase sui materiali da costruzione, sconto che raddoppia se l’operazione riguarda il recupero di edifici esistenti, a patto che i lavori vengano realizzati entro tre anni dall’entrata in vigore della norma.