Giornata di alta tensione e rivendicazioni sindacali quella vissuta oggi all’interno dello stabilimento Electrolux. La produzione ha subito rallentamenti a causa di uno sciopero indetto per chiedere un adeguamento dei livelli contrattuali, ritenuti non più consoni alle mansioni effettivamente svolte dai dipendenti.
La protesta parte dal basso
La mobilitazione odierna nasce da una spinta spontanea di un gruppo di operai qualificati che, stanchi di essere sotto-inquadrati da anni, ha deciso di alzare la voce. L’iniziativa ha trovato immediato supporto e ufficialità grazie all’intervento delle Rsu di Fiom e Uglm, che hanno fatto propria la battaglia per il diritto al giusto inquadramento professionale.
Logistica in tilt e solidarietà
L’adesione è stata particolarmente massiccia nei settori nevralgici della movimentazione merci. A fermarsi sono stati soprattutto i conduttori di trenini, i carrellisti e gli addetti alla logistica, figure essenziali per l’approvvigionamento delle linee. Per far fronte all’emergenza e tentare di non paralizzare completamente l’attività, l’azienda è stata costretta a ricorrere al personale della linea di comando interna per manovrare i “Bull”, i veicoli elettrici per il trasporto materiali.
La soddisfazione dei sindacati
Cinzia Colaprico, rappresentante della Rsu Fiom Cgil, ha valutato molto positivamente l’esito di questa prima azione di sciopero specifica sui livelli. La sindacalista ha sottolineato come, oltre alla vasta partecipazione degli addetti diretti, si sia registrata una grande adesione di solidarietà da parte di tantissimi altri operai dello stabilimento, segno di un malessere condiviso e di un fronte compatto nel richiedere dignità professionale.












