San Marino laboratorio europeo per il futuro del lavoro. CDLS: servono passi decisi verso nuovi modelli organizzativi, come la settimana lavorativa di quattro giorni

San Marino 23 gennaio 2026 – San Marino può diventare un laboratorio europeo per il futuro del lavoro. È questo l’obiettivo rilanciato dalla Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi, che ha aperto il confronto sui nuovi modelli organizzativi del lavoro – a partire dalla settimana lavorativa di quattro giorni – con Istituzioni, Associazioni Datoriali e i propri Rappresentanti Sindacali.
Il tema è stato al centro della conferenza promossa dalla CDLS, tenutasi giovedì 22 gennaio nella Sala Montelupo di Domagnano.
“Il nostro modello organizzativo del lavoro è ancora ancorato a schemi superati che oggi, anche grazie all’innovazione tecnologica applicata ai processi produttivi, abbiamo l’opportunità di rivedere – ha dichiarato il Segretario Generale CDLS Milena Frulli aprendo il forum –. Un cambiamento che può mettere insieme le esigenze delle imprese con una migliore conciliazione tra vita e lavoro delle persone“.
La sollecitazione della CDLS è stata accolta con attenzione e apertura dai membri del Congresso di Stato presenti. Il Segretario di Stato per l’Industria Rossano Fabbri ha sottolineato come sia giusto iniziare a parlarne, trattandosi di un tema di rilevanza strategica.
Sulla stessa linea il Segretario di Stato per gli Affari Interni Andrea Belluzzi, che, nel quadro della fase di trasformazione che San Marino sta attraversando – dall’Accordo di associazione con l’UE all’impatto dell’Intelligenza Artificiale – si è detto disponibile a sedersi a un tavolo per coordinare processi di sistema.
Competitività del Paese e dialogo tra le parti sociali sono stati al centro dell’intervento del Segretario di Stato per il Lavoro Alessandro Bevitori, che ha aperto alla possibilità di una sperimentazione, purché su base volontaria, senza imposizioni e all’interno della contrattazione di secondo livello.
Ma quale modello di settimana lavorativa di quattro giorni propone la CDLS e quali benefici può portare? A illustrarlo è stato Franco ZulloCountry Partner Italia di 4 Day Week Global, che ha presentato dati e casi studio internazionali elaborati da enti terzi, tra cui università coinvolte in specifiche ricerche sul campo.
“Dove è stata adottata – ha spiegato Zullo – si sono registrati maggiore flessibilità e benessere per i lavoratori, insieme a un incremento della produttività e a ricadute positive per le aziende, in tutti i settori». Un’esperienza che, secondo Zullo, potrebbe trovare in San Marino un contesto ideale, rendendo il Paese un vero “laboratorio europeo per il futuro del lavoro”.
I primi dubbi rispetto alla settimana corta sono stati sollevati da ANIS. Il Segretario Generale William Vagnini, pur rilevando anche aspetti positivi nella proposta, ha evidenziato alcuni possibili rischi: calo di produttività e aggravio delle difficoltà nel reperimento di ulteriore manodopera. Ha ricordato inoltre come nel settore industriale sammarinese l’orario di lavoro sia già stato ridotto nel tempo e come le imprese temano una perdita di competitività e attrattività.
Sul tema è intervenuto anche Luca Villani dell’Ufficio Studi e Ricerche CDLS, che ha individuato in attrattività e tempo le due variabili chiave dell’analisi. “Il sistema Paese sammarinese mostra oggi una buona attrattività, come dimostrano l’aumento degli occupati e la propensione agli investimenti. Tuttavia – ha spiegato – è necessario guardare al medio periodo, anche in vista dell’Accordo di associazione con l’UE, per rafforzare la capacità di trattenere e attrarre competenze, una difficoltà segnalata dalle stesse imprese”.
Centrale anche il tema del tempo, soprattutto con l’ingresso delle nuove generazioni nel mercato del lavoro: “Non si tratta di rifiuto del lavoro – ha chiarito Villani – ma della richiesta di un migliore equilibrio tra vita e lavoro. Inoltre, per evitare un patto intergenerazionale sbilanciato, l’aumento dell’età pensionabile deve essere accompagnato da un miglioramento della qualità della vita lavorativa. In questo senso, la settimana lavorativa di quattro giorni va nella direzione giusta”.
Nessuna preclusione alla prosecuzione del confronto è arrivata anche da OSLA, che ha ribadito quali condizioni imprescindibili la volontarietà e il mantenimento dei livelli di competitività delle imprese.
All’iniziativa ha partecipato anche l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. La Direttrice Generale Laura Gobbi, ospite dell’evento, intervenendo nel dibattito si è espressa favorevolmente sulla proposta della CDLS annunciando la disponibilità dell’Ateneo a collaborare come ente terzo nello sviluppo di eventuali progetti di sperimentazione.
Preso atto dell’assenza di pregiudizi da parte delle Associazioni Datoriali, e di quanto dichiarato dai Segretari di Stato intervenuti, il Segretario Generale CDLS Milena Frulli, auspica l’apertura di uno specifico tavolo di confronto con istituzioni e parti sociali. “Siamo convinti che la sperimentazione sia un’opportunità per rendere San Marino un polo attrattivo per investitori e lavoratori, rappresentando un unicum nel territorio circostante. È necessario non subire passivamente le trasformazioni, ma esserne parte attiva e consapevole”.
Comunicato stampa – Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi