Il Partito Democratico interviene sulla crisi amministrativa che ha portato alla fine anticipata della legislatura. I segretari Dalmonte e Fabbrica: «Passaggio doloroso ma necessario per tutelare l’interesse della città».
All’indomani del terremoto politico che ha investito il Comune di Cervia, con la caduta della giunta provocata dalle dimissioni contestuali della maggioranza, arrivano le prime dichiarazioni ufficiali dai vertici del Partito Democratico. Al centro del dibattito vi è la complessa vicenda legata al sindaco Mattia Missiroli, coinvolto in un’inchiesta per presunti maltrattamenti in famiglia, e la successiva decisione dei consiglieri di rassegnare le proprie dimissioni per sciogliere il consiglio.
La posizione del Partito Democratico
Sulla questione sono intervenuti Nicola Dalmonte, segretario provinciale del Pd di Ravenna, e Roberto Fabbrica, segretario comunale del Pd di Cervia. I due esponenti dem hanno voluto chiarire il percorso che ha portato all’azzeramento dell’amministrazione, definendo la scelta compiuta dai consiglieri comunali e dagli assessori come un passaggio estremamente difficile e sofferto. Una decisione, hanno precisato i segretari, che non è stata presa a cuor leggero ma che è maturata attraverso un confronto collegiale, mantenendo sempre come faro il pieno rispetto per le istituzioni.
Tra vicenda umana e responsabilità politica
L’accelerazione verso lo scioglimento del consiglio è scaturita in seguito all’annuncio di Missiroli di voler revocare le proprie dimissioni, nel tentativo di difendere la propria posizione rispetto alle accuse mosse dalla magistratura.
Dalmonte e Fabbrica hanno tenuto a distinguere il piano umano da quello politico. Pur ribadendo la vicinanza a Missiroli in una fase personale definita molto complessa e comprendendo la sua volontà di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, i vertici del partito hanno sottolineato come la conclusione anticipata della legislatura sia stata l’esito di una valutazione politica ponderata. L’obiettivo prioritario che ha guidato la mano dei consiglieri dimissionari, secondo quanto riferito dai segretari, è stato esclusivamente la salvaguardia dell’interesse generale della comunità cervese, ritenuto preminente rispetto a ogni altra dinamica.











