L’ottava udienza del processo a carico di Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, ha acceso i riflettori sui segreti e le confidenze di Manuela Bianchi. Questa mattina, davanti alla Corte d’Assise di Rimini, sono sfilate le amiche intime della nuora della vittima, chiamate a testimoniare sulla natura della relazione extraconiugale intrattenuta con il 35enne e sui sospetti legati ai mesi precedenti il delitto di via del Ciclamino.
Al centro del dibattimento sono finite le dichiarazioni di Anastasia De Caprio, amica storica della Bianchi sin dall’adolescenza. La donna ha descritto un rapporto sentimentale estremamente profondo, riferendo che Manuela definiva Dassilva vitale come il proprio respiro e che avrebbe desiderato una convivenza, ostacolata però dalla situazione familiare di lui. Ma è sul misterioso incidente occorso a Giuliano Saponi, marito di Manuela, che la testimonianza si è fatta più inquietante. La De Caprio ha rivelato che la Bianchi nutriva forti dubbi sulla natura accidentale dell’evento del 7 maggio 2023, ipotizzando che il marito non fosse stato investito, ma aggredito, forse proprio in relazione alla sua vita sentimentale parallela.
A rincarare la dose è intervenuta Romina Sebastiani, un’altra amica stretta, che ha corretto il tiro affermando come Manuela fosse addirittura certa che Giuliano fosse stato vittima di un pestaggio. La testimone ha inoltre riportato una frase agghiacciante che la nuora di Pierina le avrebbe confidato: facendo riferimento al passato militare di Dassilva, Manuela avrebbe sostenuto che l’uomo era in grado di uccidere una persona utilizzando soltanto due dita.
Dalle deposizioni è emerso un quadro di forte coinvolgimento emotivo, con scambi di regali, bigliettini lasciati nelle scale del condominio e il sogno di una fuga insieme in Senegal. La relazione, secondo quanto riferito in aula, sarebbe proseguita anche dopo l’assassinio dell’anziana suocera. Il processo riprenderà lunedì 2 febbraio con un’udienza cruciale: sul banco dei testimoni salirà Valeria Bartolucci. La moglie dell’imputato, indagata per reato connesso con l’accusa di aver fornito false dichiarazioni, dovrà confermare o smentire l’alibi del marito per la sera dell’omicidio.













