Iran, report shock del Time: “30mila morti in 48 ore”. Khamenei nascosto nel bunker, Mosca avverte gli Usa

Un velo di orrore si è posato sull’Iran, dove emergono dettagli agghiaccianti su quella che potrebbe essere una delle repressioni più sanguinose della storia recente, mentre venti di guerra soffiano sempre più forti tra Washington e Teheran. Secondo una ricostruzione pubblicata dal magazine Time, le forze del regime avrebbero ucciso oltre 30mila persone nell’arco di appena 48 ore, specificamente nelle giornate dell’8 e del 9 gennaio.

La rivista statunitense cita come fonti due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano, rimasti anonimi per motivi di sicurezza, i quali hanno descritto uno scenario apocalittico. In quei due giorni di giovedì e venerdì, le scorte di sacchi per cadaveri sarebbero andate completamente esaurite, costringendo le autorità a utilizzare autoarticolati a diciotto ruote al posto delle ambulanze per trasportare i corpi. La stima delle vittime, peraltro, sarebbe parziale: al conteggio mancherebbero i feriti deceduti successivamente negli ospedali militari e i morti registrati in aree da cui non sono pervenuti dati.

Le testimonianze raccolte raccontano di milioni di cittadini scesi in piazza proprio mentre il governo bloccava l’accesso a Internet per isolare il Paese dal mondo. In quel blackout informativo, cecchini appostati sui tetti e camion equipaggiati con mitragliatrici pesanti avrebbero aperto il fuoco sulla folla. Una repressione brutale che ha fatto seguito all’ultimatum lanciato in diretta tv da un ufficiale dei Pasdaran, il quale aveva intimato ai manifestanti di non lamentarsi qualora fossero stati raggiunti da proiettili.

Mentre si contano i morti, la tensione internazionale tocca livelli di guardia. Secondo quanto riportato dall’emittente Iran International, che cita fonti vicine all’esecutivo, la Guida Suprema Ali Khamenei sarebbe stata trasferita d’urgenza in un bunker sotterraneo a Teheran. La misura di massima sicurezza sarebbe scattata dopo che i vertici militari e l’intelligence hanno valutato come “imminente” il rischio di un raid aereo da parte degli Stati Uniti, in risposta alla linea dura adottata dal regime.

Sullo scenario incombe anche l’ombra della Russia. Il Cremlino è intervenuto oggi con un monito diretto alla Casa Bianca. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che un eventuale attacco americano contro l’Iran comporterebbe una grave destabilizzazione per l’intera regione mediorientale. Mosca, ha ribadito Peskov, continua a lavorare per allentare la tensione e invita tutte le parti alla moderazione, spingendo affinché l’attenzione si concentri esclusivamente sui negoziati diplomatici.