Cronaca. Bologna, appuntamenti trappola e rapine in casa: attesa oggi la sentenza per le aggressioni a sfondo omofobo

Giornata decisiva nelle aule di giustizia del capoluogo di Regione, dove oggi è attesa la pronuncia dei giudici in merito a una serie di gravi episodi di cronaca. Al centro del processo, che vede imputati un uomo e una donna giudicati con rito abbreviato, c’è una scia di aggressioni, rapine e ricatti ai danni di uomini attirati in una trappola attraverso piattaforme di incontri online.

Secondo quanto ricostruito e reso noto dal Cassero Lgbtqia+ Center, le indagini hanno portato alla luce almeno sei casi accertati a Bologna, con il sospetto che episodi analoghi possano essersi verificati anche in altre città. Lo schema criminale descritto seguiva un copione preciso: un giovane contattava le vittime, prevalentemente uomini tra i 50 e i 60 anni, tramite social network per concordare un incontro. Una volta varcata la soglia delle loro abitazioni, l’appuntamento si trasformava in un incubo fatto di aggressioni fisiche e rapine. A garantire l’impunità degli autori, spesso interveniva il ricatto basato sulla minaccia di diffondere video privati ai contatti delle vittime, sfruttando il timore di vedere esposta la propria vita privata.

Tra le vicende più cruente emerge quella di una vittima assistita dallo Sportello legale dell’associazione, che è stata immobilizzata con fascette da elettricista e costretta a effettuare bonifici istantanei per una somma vicina ai 3.500 euro. Il denaro veniva trasferito alla compagna dell’aggressore con la causale fittizia “regalo”. Per questi fatti, l’uomo deve rispondere di rapina e lesioni aggravate, mentre la donna è accusata di riciclaggio.

Dallo Sportello legale del Cassero è stato evidenziato come la strategia criminale puntasse deliberatamente sulla vergogna e sulla paura dello stigma sociale per silenziare le persone colpite. L’inchiesta, infatti, è scattata solo grazie alla denuncia di una vittima che ha deciso di non cedere alle minacce. I rappresentanti del centro antidiscriminazione, che ricevono richieste di aiuto a ritmi preoccupanti, hanno lanciato un appello affinché chiunque abbia subito violenze simili trovi la forza di rivolgersi alle autorità.