La proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ha innescato una vivace polemica che travalica i confini comunali, intrecciandosi con le celebrazioni del Giorno della Memoria che ricorre oggi. A sollevare forti critiche è stato Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, che ha contestato duramente sia i contenuti della mozione presentata dalla lista di maggioranza Fondamenta-Avs, sia la tempistica dell’iter istituzionale.
Il provvedimento approderà in Consiglio comunale giovedì 29 gennaio, a sole 48 ore dalla ricorrenza dedicata alla commemorazione della Shoah. Una coincidenza temporale che Romano, intervenendo sulla stampa nazionale, ha giudicato tutt’altro che casuale. Secondo il direttore del Museo, esisterebbe una precisa volontà politica di calendarizzare l’iniziativa proprio in questa settimana. La critica si è poi concentrata sull’utilizzo del termine “genocidio” all’interno del testo della mozione per descrivere le azioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Per Romano, tale scelta lessicale rappresenterebbe un approccio ideologico privo di fondamento storico e scientifico, un tentativo propagandistico che rischierebbe di sminuire l’unicità e la gravità dell’Olocausto, confondendo la guerra con lo sterminio sistematico.
La replica dei proponenti non si è fatta attendere. Il gruppo consiliare Fondamenta-Avs, per voce del capogruppo Damiano Censi, ha respinto l’accusa di aver premeditato la data in funzione anti-israeliana. Censi ha chiarito che l’intenzione di presentare l’atto nella prima seduta utile del 2026 era stata annunciata pubblicamente già a dicembre, mentre la convocazione specifica per il 29 gennaio è dipesa esclusivamente dalle decisioni della presidenza del Consiglio comunale, alle quali il gruppo si è semplicemente adeguato.
Sul fronte dei contenuti e dell’uso della parola “genocidio”, la lista di maggioranza ha tenuto il punto, pur ribadendo la massima solidarietà alla comunità ebraica per la tragedia storica della Shoah. Secondo i promotori della cittadinanza, la definizione giuridica di genocidio è applicabile all’attuale contesto di Gaza non solo per i bombardamenti, ma per il controllo totale esercitato sulle risorse vitali come acqua, luce, gas e aiuti umanitari; una condizione che, a loro avviso, chiama in causa la responsabilità diretta delle forze armate israeliane nel mettere a rischio la sopravvivenza della popolazione.
Nelle intenzioni di Fondamenta-Avs, il riconoscimento a Francesca Albanese mira a valorizzare un esempio di impegno per il diritto internazionale e per la tutela dei diritti umani a livello globale, al di là dello specifico scenario palestinese. I proponenti hanno infine lanciato un appello alle coscienze individuali di tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, affinché il voto non si trasformi in uno scontro partitico ma in un’adesione a valori universali.











