Cronaca. Verucchio, sfregio alla vigilia della Memoria: incisa una svastica sui muri del centro medico

Un risveglio amaro per la comunità locale, costretta a confrontarsi con un simbolo di odio proprio nelle ore in cui tutto il mondo si ferma per ricordare le vittime della Shoah. A Villa Verucchio, l’atmosfera del Giorno della Memoria che si celebra oggi è stata guastata dalla comparsa di una croce uncinata in uno dei luoghi più frequentati del paese.

L’atto vandalico è stato notato in piazza Borsalino, sulla parete esterna adiacente al Centro Unico di Prenotazione (CUP). Non si tratta di un semplice graffito realizzato con vernice spray, ma di un’incisione sul muro, un segno indelebile che ha immediatamente attirato l’attenzione dei passanti e dei residenti. La tempistica del gesto, compiuto proprio a ridosso del 27 gennaio, rende l’episodio particolarmente stridente e offensivo per la sensibilità comune.

La notizia ha fatto rapidamente il giro del paese, innescando un acceso dibattito che si è esteso anche alle piattaforme social locali. Tra i cittadini prevale un sentimento misto di sdegno e incredulità. Molti tendono a leggere l’accaduto come una bravata, ipotizzando che la mano responsabile sia quella di qualche giovanissimo, forse del tutto inconsapevole del tragico carico storico e del dolore che quel simbolo rappresenta. C’è chi ha espresso la speranza che si tratti “solo” di ignoranza abissale piuttosto che di una reale adesione a ideologie neonaziste.

Tuttavia, la natura incosciente del gesto non ne diminuisce la portata lesiva. La presenza di una svastica in uno spazio pubblico, specialmente in questa data, viene percepita come uno sfregio alla memoria collettiva e una ferita per l’intera cittadinanza. L’episodio riporta drammaticamente al centro dell’attenzione l’importanza dell’educazione scolastica e civica, evidenziando l’urgenza di trasmettere alle nuove generazioni il significato della storia affinché il ricordo delle tragedie del passato non venga banalizzato o dimenticato.