Sulla carta si presentava come un albergo a tre stelle situato nella zona nord della provincia, ma la realtà scoperta dagli agenti si è rivelata ben diversa: una struttura fatiscente, priva di riscaldamento e trasformata in un alloggio precario per persone con svariati problemi con la giustizia. È l’esito di un controllo effettuato dalla Polizia di Stato a Bellaria-Igea Marina, che ha portato alla denuncia della donna che gestiva l’attività.

L’operazione, condotta dagli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza, risale alla mattinata del 9 gennaio scorso, nell’ambito di un monitoraggio mirato al contrasto dell’illegalità nelle strutture ricettive. Una volta entrati nell’hotel, che conta circa trenta camere quasi tutte occupate, i poliziotti hanno identificato quindici ospiti. Di questi, ben tredici risultavano avere precedenti di polizia alle spalle. Tra i presenti è stato rintracciato anche un cittadino straniero irregolare sul territorio nazionale, che è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti di rito sulla sua posizione.
Lo scenario interno è stato descritto come una situazione di grave degrado igienico-sanitario e di sicurezza. L’impianto di riscaldamento risultava spento e l’ascensore guasto. Per ovviare ai disagi, gli occupanti avevano organizzato nelle proprie stanze delle cucine di fortuna, utilizzando fornellini, piastre elettriche, stufette alogene e frigoriferi anche di grandi dimensioni. Tutti apparecchi collegati tramite cavi volanti disseminati sui pavimenti, con evidenti rischi per l’incolumità generale. Le condizioni igieniche sono apparse critiche, con pentole, avanzi di cibo e spazzatura accumulati ovunque, persino all’interno degli armadi e sui balconi delle stanze.
Pesanti le ripercussioni legali per la responsabile. Dagli accertamenti è emerso che la donna gestiva l’albergo “di fatto” ma senza alcun titolo valido: la licenza, infatti, risultava ancora intestata al precedente gestore, deceduto da oltre un anno, e la struttura era priva della SCIA e del certificato di prevenzione incendi. La gestrice è stata deferita alla Procura della Repubblica per non aver comunicato i nominativi degli alloggiati all’Autorità di Pubblica Sicurezza, come previsto dalla legge, oltre a vedersi contestare numerose sanzioni amministrative per le irregolarità riscontrate.











