Si è conclusa con l’imbarco forzato su un volo diretto in Nord Africa la permanenza in Italia di un uomo di 40 anni, ritenuto dalle autorità un soggetto di elevata pericolosità sociale. L’operazione, coordinata dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Ravenna in collaborazione con il personale del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino, ha portato all’esecuzione del provvedimento di espulsione a carico del cittadino tunisino.
Il provvedimento scaturisce da un curriculum criminale particolarmente pesante. L’uomo, infatti, ha scontato oltre dieci anni di carcere per una serie di reati gravi, tra cui spiccano condanne per violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona, rapina aggravata, porto abusivo di armi e traffico di stupefacenti. Una condotta che, secondo il magistrato di sorveglianza di Ancona, denota una pericolosità attuale e concreta, tale da richiedere l’applicazione della misura di sicurezza dell’allontanamento dal territorio nazionale.
Dagli atti emerge il profilo di una persona che, anche durante il lungo periodo di detenzione, si è dimostrata impermeabile a qualsiasi percorso rieducativo e insofferente al rispetto delle regole. Già prima della carcerazione, il 40enne era noto alle forze dell’ordine per la sua indole violenta, essendosi reso protagonista di scontri per il controllo delle attività illecite nell’area ravennate.
L’iter burocratico per il rimpatrio è scattato lo scorso 13 novembre 2025, giorno della sua scarcerazione. Immediatamente preso in carico dalla Polizia, è stato trasferito nel CPR di Torino in attesa del completamento delle procedure. Grazie al lavoro di raccordo con il consolato tunisino di Bologna, che ha fornito il lasciapassare necessario, l’operazione è giunta al termine il 25 gennaio: prelevato dalla struttura piemontese, l’uomo è stato scortato all’aeroporto di Malpensa e imbarcato su un aereo con destinazione Tunisi.











