La Francia si appresta a diventare l’apripista in Europa per una regolamentazione rigida dell’uso della tecnologia tra i minori, seguendo la scia tracciata dall’Australia lo scorso dicembre. I deputati dell’Assemblea Nazionale hanno infatti approvato il cuore di un nuovo disegno di legge fortemente voluto dal Presidente Emmanuel Macron: il divieto di accesso ai social network per chi ha meno di 15 anni. Il provvedimento, che include anche l’estensione del divieto di utilizzo degli smartphone all’interno dei licei, mira esplicitamente alla tutela della salute mentale delle nuove generazioni.
Il testo legislativo ha superato il primo scoglio parlamentare con un’ampia maggioranza trasversale – 116 voti a favore contro 23 – incassando il sostegno del governo, del Rassemblement National, dei comunisti e di gran parte degli ecologisti, mentre i socialisti hanno optato per l’astensione. Il prossimo passaggio cruciale avverrà a metà febbraio in Senato. Se l’iter procederà senza intoppi, l’Eliseo punta a rendere operativa la normativa già dal prossimo settembre, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Il piano prevede tempistiche precise per la disintossicazione digitale: dal rientro a scuola del 2026 sarà impedita la creazione di nuovi profili per gli under 15, mentre per gli account già esistenti è prevista una fase di verifica e successiva disattivazione che dovrà concludersi entro il primo gennaio 2027. La ministra per il Digitale, Anne Le Hénanff, ha motivato la scelta della soglia dei 15 anni spiegando che essa coincide con la maggiore età sessuale digitale in Francia e con il delicato passaggio dalla scuola media a quella superiore. La ministra ha ribadito con forza che lo sviluppo cognitivo dei ragazzi non può essere merce di scambio, sottolineando l’importanza di preservare la creatività e l’apprendimento in quella fascia d’età.
La promotrice della legge, la deputata macronista Laure Miller, ha evidenziato come i social media abbiano tradito le loro promesse iniziali: nati per connettere e informare, avrebbero invece finito per frammentare la società, saturare l’attenzione e isolare gli individui. Una posizione accolta con soddisfazione dal Presidente Macron, che attraverso i suoi canali ha definito il voto una tappa fondamentale frutto di un lavoro congiunto con l’esecutivo.
Sul fronte pratico, la responsabilità di verificare l’età degli utenti ricadrà sulle piattaforme come Instagram e Snapchat, pena sanzioni che saranno gestite direttamente dalla Commissione Europea. Il governo francese intende applicare le restrizioni non solo ai social classici, ma anche ad alcune funzionalità delle app di messaggistica e ai videogiochi online come Roblox o Fortnite, qualora espongano i minori a rischi di interazione non controllata.
Parallelamente, la riforma scolastica prevede che i cellulari restino fuori non solo dalle scuole elementari e medie, dove il divieto è già attivo, ma anche dai licei. Il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha sostenuto la necessità di garantire un ambiente di studio sereno, libero dalla distrazione costante delle notifiche. Rispondendo ai timori dei dirigenti scolastici sulla difficoltà di applicare tale regola, il ministro ha aperto alla possibilità di alcune deroghe specifiche, che potranno essere definite autonomamente nei regolamenti interni dei singoli istituti.












