Il discorso del Sindaco Enzo Lattuca e la posa della corona commemorativa
“Credo – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – che questa giornata ci affidi il compito di ricordare le vittime: innanzitutto i nostri concittadini, i cesenati, gli italiani ebrei deportati e sterminati. Ricordare anche quei concittadini italiani che, con coraggio e senso dell’onore, rischiarono tutto per tentare di proteggerli: a volte riuscendoci, a volte no. I Giusti. Ricordare però vuol dire portare sulle nostre spalle anche il peso della colpa di chi, attraverso le leggi razziali, la loro applicazione, la connivenza e la complicità, rese possibile tutto questo. Il nostro è dunque un modo di partecipare sincero e commosso al ricordo delle vittime, orgoglioso e grato verso chi ha difeso gli innocenti, ma anche consapevole delle responsabilità storiche di chi ha consentito che tutto questo avvenisse, anche sul nostro territorio, nella nostra città, nel nostro Paese. Perché la Shoah non è stata una semplice violenza organizzata o una violenza politica come purtroppo molte altre che la storia conosce. Non è stata soltanto la negazione dei diritti civili o l’affermazione di un regime autoritario. È stata un disegno. Un disegno che oggi ci appare più nitido di quanto potesse apparire mentre accadeva”.
Lo ha detto il Sindaco Enzo Lattuca questa mattina, in occasione della Giornata della memoria, deponendo una corona commemorativa sotto la lapide del palazzo del Ridotto su cui sono impressi i nomi delle donne e degli uomini ebrei arrestati e deportati da Cesena tra il 1943 e il 1944. Si tratta di Bernard Brumer, Elena Brumer-Rosenbau, Anna Forti, Elda Forti, Lina Forti, Lucia Forti, Diana Jacchia, Dina Jacchia, Amalia Saralvo Levi, Giorgio Saralvo e Mario Saralvo.
Alla cerimonia istituzionale, intervallata da brani della tradizione ebraica, hanno preso parte il Viceprefetto vicario di Forlì-Cesena, dottoressa Valentina Sbordone, le autorità civili e militari, le associazioni d’arma e combattentistiche.
“Sami Modiano, che nel 2021 è divenuto cittadino onorario della nostra città con il voto unanime del Consiglio comunale – ha poi proseguito il Sindaco – ricorda che, a Rodi, nell’isola in cui viveva, pensare che potesse accadere ciò che poi è avvenuto significava, mentre stava accadendo, essere considerati pazzi. Forse anche oggi ci sembra di impazzire quando vediamo, in Paesi democratici che per lungo tempo sono stati riferimenti dei principi di libertà, fatti sconcertanti: la negazione dello Stato di diritto, l’uso della violenza politica, la soppressione della vita senza alcun procedimento giudiziario. Tutto questo è inaccettabile. Ma la Shoah è stata un’altra cosa. Grazie alla ricerca storica, oggi abbiamo la certezza – al di là di ogni stupido negazionismo, perché ogni negazionismo è stupido – che esisteva un disegno preordinato, una strategia, una volontà: eliminare dalla faccia della terra un popolo. Non ci sono riusciti”.
“Il 27 gennaio, giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, segna il fallimento di quel disegno scellerato. Pur lasciando sul campo milioni di morti, non ha raggiunto il suo inaccettabile e macabro obiettivo: cancellare dalla faccia della terra il popolo ebraico e altre minoranze. In questa giornata c’è dunque il dolore, il ricordo, la vicinanza, ma anche la consapevolezza che quel progetto non è arrivato a compimento. Ancora oggi, quando si tenta di mettere in atto un disegno politico volto a cancellare degli innocenti dalla faccia della terra – come è accaduto nei confronti del popolo di Gaza nei mesi scorsi – dobbiamo avere la stessa capacità di vicinanza, di denuncia e di memoria. E dobbiamo saper riconoscere, pur nel dolore, il valore di ogni disegno di sterminio che non riesce a compiersi. Oltre alla sofferenza, oltre al ricordo, oltre alla gratitudine verso chi ha combattuto e si è opposto, oltre al senso di colpa per chi è stato complice, c’è anche la forza e l’unità di una città, di un Comune, di una comunità democratica consapevole che dipende anche da noi se queste cose non si ripeteranno”, ha concluso il Sindaco.
Comune di Cesena, 27 gennaio 2026












