DIARIO QUOTIDIANO 28.01.2026
di Marco Severini
Rientro da una breve vacanza in Marocco. Sì, proprio il Marocco. Marrakech. Amici marocchini, una città ordinata, funzionante, viva. Ho volato con la belga-marocchina TUI. A questo punto dovrebbe essere evidente anche a una parte del Consiglio Grande e Generale che esiste una lieve incompatibilità logica tra l’essere razzisti e passare il tempo in Marocco, con amici marocchini. Ma la logica, come noto, non è un prerequisito dell’intervento politico.
Mi vengono attribuite etichette a caso. È più semplice che conoscere i fatti. Pensare richiede tempo, verificare ancora di più. Parlare, invece, è immediato. È una prassi consolidata, che in passato a qualcuno è già costata cara. E non per caso: io fermo non sto mai.
Torniamo a cose più serie: Marrakech, ai piedi dell’Atlante, non ti aggredisce: ti conquista lentamente ed è sicura, non “percepita”, sicura davvero. I marocchini che vivono lì sono tranquilli, non aggressivi, non in costante conflitto con l’ambiente che li circonda, come da noi. C’è una polizia turistica che previene, controlla, interviene. Aiuta persino i turisti a non farsi fregare. Una roba elementare, talmente elementare da risultare inattuabile in Italia.
Quella sicurezza non nasce dal caso ma dalla legge che non si piega, non si interpreta creativamente, non si annacqua. Chi delinque va in carcere. Punto. Senza attenuanti culturali, senza sconti automatici, senza la pantomima del “recupero”. I romani, che qualcosa avevano capito, lo dicevano chiaramente: si vis pacem, para bellum. Tradotto per i moderni: se vuoi la pace, fai rispettare le regole. E fai scontare le pene.
Nel frattempo, mentre ero fuori, ho seguito a spezzoni anche l’ultimo Consiglio. Uno spettacolo che definire mediocre sarebbe generoso. Ho già replicato, nel pezzo qui sotto mentre assaggiavo un thè alla menta, sulla questione informazione, nero su bianco, sia agli interventi dei consiglieri sia all’Autorità Garante per l’Informazione.
Seguiranno altre iniziative, anche fuori dalla pagina scritta, contro la legge sull’Informazione del 2023 firmata da Teodoro Lonfernini, in particolare contro l’emendamento sulla “ricorsività”, l’articolo 12 comma 2.
Una norma liberticida. Scritta male, pensata peggio, da applicare con arroganza. Una norma che estende i poteri dell’Autorità Garante a siti, blog e testate online esteri (di tutto il mondo) che parlano “ricorsivamente” di San Marino. Traduzione: basta occuparsi di questo Paese per finire sotto controllo e magari anche essere sanzionati: chissà se le testate nazionali italiane ed internazionali sono contente?
Una bomba mediatica ad orologeria!
Un’idea geniale, partorita da Nicola Renzi, Repubblica Futura, probabilmente con un obiettivo preciso: colpire GiornaleSM. Risultato finale: hanno messo un cappio al collo all’intero sistema mediatico mondiale. Oggi, chiunque parli di San Marino, ovunque si trovi, rientrerebbe nel perimetro dell’Autorità Garante. Ammettiamolo non è una riforma, ma un delirio normativo.
Durante lo stesso ultimo Consiglio sono volati anche insulti, riferiti alla mia persona, alcuni, da codardi, senza fare il nome. Non mi scandalizzano. Verranno ascoltati uno per uno, con calma. Le azioni opportune verranno attivate. Ho sempre pensato che l’insulto sia l’arma di chi non ha argomenti. E l’esperienza mi ha insegnato che colpisce sempre chi lo usa, non chi lo subisce. L’arma più potente sono queste poche righe che ora tu stai leggendo: la comunicazione e saperla gestire. Tutto lì: insultare o diffamare è da persone che non sanno fare altro.
Pensare di potersi permettere diffamazioni contando su una presunta immunità parlamentare è da sprovveduti, anche perchè quel tempo è finito: lo dice anche la vostra Europa! Lo dice la giurisprudenza, lo dice il regolamento dell’attività consiliare. E infatti tutto verrà valutato, senza fretta. Il tempo gioca a favore di chi ha i fatti.
Chiudo con una nota di servizio. Queste brevi pause fanno bene. Pochi giorni bastano a rimettere ordine nelle idee e a chiarire gli obiettivi. Le consiglio anche a chi legifera: magari, tornando, qualcuno si accorge delle sciocchezze che ha messo nero su bianco.
Buona giornata.
Marco Severini











