La denuncia pubblica corre sul web dopo una serata di paura lungo le arterie del Titano. Un post sul gruppo Facebook “San Marino Risponde” riaccende il dibattito sulla sicurezza e sull’educazione stradale dei giovanissimi alla guida delle “macchinine”.
Pioggia battente, visibilità ridotta e l’asfalto reso viscido dal maltempo. Erano le condizioni ideali per un disastro, evitato solo grazie alla prontezza di riflessi di chi si trovava al volante. È una testimonianza che fa discutere quella apparsa poche ore fa sui social network sammarinesi, dove un’automobilista ha raccontato la sua “odissea” lungo la Superstrada, alle prese con una microcar lanciata a folle velocità e in totale spregio delle regole del codice della strada.
Il fatto è accaduto nella serata di ieri, martedì 27 gennaio. Secondo quanto riportato, la piccola vettura – definita una “scatolina con 4 ruote” – avrebbe tagliato la strada alla conducente ignorando completamente il diritto di precedenza. “Per fortuna andavo piano ed ero attenta – si legge nel racconto affidato al web – ma soprattutto ho ancora i riflessi pronti. Ho detto quattro parolacce e ho ringraziato di averla schivata”. Non si sarebbe trattato di un caso isolato: la stessa microcar, poco dopo, avrebbe replicato la manovra azzardata in una rotonda successiva, costringendo un altro veicolo a una brusca frenata per evitare l’impatto, mentre il mezzo proseguiva la sua corsa “bello come il sole”.
L’episodio ha scoperchiato il vaso di Pandora delle segnalazioni. Tra i commenti al post, altri cittadini hanno confermato di aver incrociato il veicolo incriminato, ammettendo di aver assistito a manovre simili: “Minchiate così ne ho fatte anche io, ma non tutte assieme. Quel ragazzo o ragazza non ha chiaro che non può sempre andare bene”. E c’è chi rilancia con episodi avvenuti a Domagnano, dove una vettura simile sarebbe uscita “a tutta velocità” dal centro abitato, sfiorando l’incidente con un’auto che trasportava bambini e reagendo con insulti ai richiami alla prudenza.
Ma il dibattito si è fatto rovente quando, di fronte a chi etichettava lo sfogo come “pesantezza”, è intervenuta la realtà nuda e cruda del dolore. Una madre ha gelato la discussione ricordando la perdita del proprio figlio, deceduto proprio a causa di una mancata precedenza mentre era in sella a un motorino. “Non è essere pesanti”, ha scritto la donna, auspicando che i genitori di questi ragazzi leggano e comprendano.
L’appello finale lanciato dalla cittadina scampata all’incidente non è una predica, ma un invito alla responsabilità genitoriale: “Spiegategli che non si può sempre confidare sulla fortuna. Perché se oltre agli astri contro si trovano anche una macchina o qualcosa di più grosso, non ci voglio neanche pensare”. Un monito che, sulle strade del Titano, suona oggi più attuale che mai.












