La Procura del Vallese, che sta indagando sull’incendio scoppiato la notte di capodanno nel bar ‘Le Constellation’ di Crans–Montana ha avviato un procedimento penale contro uno degli ex responsabili della sicurezza del Comune svizzero . Secondo quanto appreso dalla tv svizzera RTS, l’uomo, incaricato di diversi controlli antincendio nel bar ‘Le Constellation’, sarà ascoltato il 9 febbraio. Il suo avvocato, David Aïoutz, ha confermato la notizia. Finora, per l’incendio in cui sono morte 40 persone, risultavano indagati solo i proprietari del locale Jacques e Jessica Moretti.
Crans-Montana, al via rogatoria pm Roma con task forze investigatori italiani
Con l’approvazione della rogatoria internazionale da parte delle autorità svizzere, si apre una nuova fase nelle indagini sulla strage di Crans-Montana. A febbraio è previsto un vertice tra i pm di Roma e i magistrati della procura elvetica, primo passo verso un coordinamento investigativo a cui parteciperanno investigatori di tutte le nazioni che hanno avuto vittime del rogo della notte di Capodanno. L’Ufficio Federale di Giustizia svizzero ha annunciato che il fascicolo verrà trasferito a un’autorità giudiziaria diversa da quella finora incaricata delle indagini. Dopo l’esame degli atti inviati dall’Italia, potrebbero partire le prime trasmissioni documentali, comprese le attività istruttorie già svolte. Solo allora la Procura di Roma procederà con l’iscrizione nel registro degli indagati dei gestori del locale ‘Le Constellation’, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, oltre ad eventuali altre posizioni che si aggiungeranno. Sul fronte operativo, tra investigatori italiani, verranno inviati i vigili del fuoco e gli agenti della squadra mobile della questura di Roma.
Crans-Montana, banca francese sospese prestiti ai Moretti nel 2021
Mentre le banche svizzere hanno concesso prestiti ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, la banca francese Crédit Lyonnais sospese i finanziamenti delle loro transazioni immobiliari già nel 2021, dopo aver scoperto garanzie discutibili. Lo ha riportato il quotidiano francese ‘Le Canard Enchaîne’ nella sua edizione di mercoledì. Il quotidiano è noto per le sue inchieste su scandali politici ed economici. A marzo 2021, i ritardi nei pagamenti avevano portato la banca a condurre una revisione più approfondita delle garanzie fornite dalla coppia per prestiti per un totale di oltre 1,1 milioni di euro. Questi prestiti sarebbero stati destinati all’acquisto di un appartamento a Parigi nel 2015, di una villa in Corsica nel 2018 e alla sua ristrutturazione l’anno successivo. Secondo la testata francese, il Crédit Lyonnais sospettava i Moretti avessero fornito documenti falsi. La banca ha quindi richiesto l’immediato rimborso dei prestiti ed è stato raggiunto un accordo tra le parti. Successivamente sono state presentate nuove garanzie alla banca: Jessica Moretti ha dichiarato un reddito mensile di 13.827 euro derivante dal suo impiego presso ‘Le Constellation’, dove la notte di capodanno un incendio ha ucciso 40 persone.
Crans Montana, parlamentari svizzeri contro Roma. “Posizione inaccettabile”
Parlamentari svizzeri di tutto l’arco politico hanno criticato le prese di posizione italiane in merito all’inchiesta di Crans-Montana. È quanto sottolinea ‘Radio Télévision Suisse’ in un articolo con un collage di dichiarazioni di vari esponenti politici. Secondo la socialista Jessica Jaccoud si tratta di “minacce davvero significative allo stato di diritto” davanti alle quali la Svizzera “deve rimanere molto ferma” in quanto “la separazione dei poteri non è solo qualcosa che ci fa comodo ma è un principio fondamentale dello stato di diritto”. Secondo Mauro Poggia, esponente del Movimento dei Cittadini Ginevrini “sostenere che la giustizia non viene applicata correttamente e che l’Italia dovrebbe intervenire per aiutarci a fare giustizia è un insulto“. Per il centrista ginevrino Vincent Maitre il ministero degli Esteri dovrebbe convocare l’ambasciatore italiano per “chiarire la sua posizione con una nota diplomatica, ovvero una protesta scritta al governo italiano, ricordandogli che l’indipendenza e la sovranità svizzere non sono concetti che possono essere interpretati in modi diversi”. Altri parlamentari come Manfred Bühler dell’UDC bernese hanno detto invece di preferire una linea più morbida dando priorità al dialogo.
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