L’Emilia-Romagna si scopre sempre più “connessa” anche nella formazione accademica, consolidando la propria posizione tra le regioni più attive sul fronte dell’istruzione a distanza. Secondo i dati diffusi oggi dalla piattaforma LeTueLezioni, la regione si piazza al quinto posto nella classifica nazionale per interesse verso le università telematiche, confermando come la laurea digitale non sia più un piano di riserva, ma una scelta strategica sempre più diffusa anche in un territorio dalla forte tradizione universitaria.
L’analisi, che prende in esame i volumi di ricerca sul web, evidenzia come in Emilia-Romagna si registrino mediamente 2.570 ricerche mensili legate ai corsi di laurea online. Un dato che segna una crescita annua del 2 per cento: una progressione costante che indica un interesse maturo e strutturato, lontano dalle fiammate emotive o dalle necessità imposte dall’emergenza. Mentre la Sicilia guida la classifica nazionale con un balzo del 32 per cento e la Lombardia segna una flessione, il territorio emiliano-romagnolo mantiene un trend positivo, segno di un’integrazione sempre più forte tra vita lavorativa e ambizioni formative.
Il fenomeno locale si inserisce in un quadro nazionale di profonda trasformazione: nel 2025 le iscrizioni agli atenei online sono aumentate del 51 per cento in tutta Italia, con un picco del 78 per cento tra gli under 25. Tuttavia, l’accesso facilitato alle piattaforme pone nuove sfide metodologiche, specialmente per le materie scientifiche (STEM) che rappresentano una fetta consistente del mercato. “È un segnale chiaro di un cambio di paradigma”, osserva Albert Clement, CEO di LeTueLezioni. “La domanda di supporto non riguarda più solo il cosa studiare, ma il come farlo in un ambiente digitale”.
Per supportare gli studenti emiliano-romagnoli che scelgono questa via, lo studio ha coinvolto esperti come lo psicologo Samuele Lazzarin e l’ingegnere Michele Protopapas. Il consiglio per chi affronta lo studio da remoto è di abbandonare la passività: servono pianificazione per obiettivi (usando strumenti come la matrice di Eisenhower) e tecniche di verifica attiva, come il metodo Feynman, per testare la reale comprensione dei concetti.
L’Emilia-Romagna, dunque, si conferma terra di studio e innovazione: accanto alle storiche aule di Bologna, Modena, Ferrara o Parma, prende sempre più piede l’aula virtuale, scelta consapevole di chi cerca flessibilità senza rinunciare alla crescita professionale.











