Il rigassificatore al largo di Ravenna opera a regime ridotto, ostaggio delle condizioni meteorologiche. L’assenza della diga di protezione, infrastruttura considerata strategica, costringe l’impianto a fermarsi durante le mareggiate, causando una significativa perdita di forniture di gas. Le stime di Snam indicano che i giorni di fermo potrebbero superare il mese su base annua, mentre la costruzione della diga ha subito un pesante ritardo, slittando di oltre un anno.
Le cifre delineano un quadro preoccupante. Su base annua, si calcola che i fermi operativi dovuti al maltempo possano raggiungere i 32 giorni, a cui si sommano altri 16 giorni previsti per le manutenzioni programmate, portando il totale dei giorni di inattività a quasi 50. Il problema è aggravato dalla stagionalità: i distacchi della nave FSRU dalla rete, necessari per metterla in sicurezza, si concentrano infatti nei mesi invernali, proprio quando la domanda di gas raggiunge il suo picco. I dati del 2025 confermano la tendenza: dalla primavera scorsa, l’impianto ha subito otto interruzioni per un totale di 17 giorni di blocco dell’immissione di gas.
La soluzione a questo problema, la diga frangiflutti, è però ancora lontana. Il cronoprogramma dei lavori ha subito un notevole slittamento, posticipando il completamento, inizialmente previsto per ottobre 2026, a dicembre 2027. Diverse le cause di questo ritardo: la consegna delle aree di cantiere a mare è avvenuta solo nel gennaio 2025, le avverse condizioni meteo hanno imposto uno stop di circa 75 giorni alle lavorazioni più delicate e sono emerse alcune difficoltà tecniche durante le fasi di prova. Inoltre, il progetto stesso è stato oggetto di modifiche per rafforzarne la struttura e consolidare il fondale, interventi che, pur migliorando la sicurezza, hanno ulteriormente allungato i tempi di realizzazione.











