Cronaca. Santarcangelo, tragedia sul Gran Sasso: la Procura chiede di archiviare l’inchiesta sulla morte dei due alpinisti romagnoli

A poco più di un anno dalla tragica scomparsa dei due alpinisti di Santarcangelo, Luca Perazzini e Cristian Gualdi, l’inchiesta sulla loro morte si avvia verso la conclusione. La Procura della Repubblica dell’Aquila ha infatti depositato la richiesta di archiviazione del fascicolo, non ravvisando responsabilità penali nella vicenda avvenuta sul Gran Sasso nel dicembre del 2024.

Il procedimento giudiziario era stato aperto in seguito a un esposto presentato dai familiari delle vittime, assistiti dagli avvocati Francesca Giovannetti e Luca Greco. L’obiettivo era fare luce su ogni aspetto della tragedia, verificando se fossero state garantite le adeguate condizioni di sicurezza durante l’escursione, soprattutto in considerazione dell’allerta meteo diramata dalla Protezione civile in quei giorni. I parenti avevano chiesto inoltre di accertare la corretta segnalazione dei percorsi e di approfondire la gestione delle operazioni di soccorso, inclusa la possibilità di impiegare mezzi dell’Aeronautica militare.

L’inchiesta, coordinata dalla pm Laura Colica, ipotizzava il reato di omicidio colposo per omissione. Nel corso delle indagini, un responsabile delle operazioni di soccorso era stato iscritto nel registro degli indagati, un passaggio tecnico necessario per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti. Gli inquirenti, con il supporto dei carabinieri forestali, hanno analizzato la documentazione raccolta, i dati dei telefoni cellulari dei due alpinisti e condotto specifiche verifiche tecniche.

Al termine di un anno di attività istruttoria, la Procura ha concluso che non sussistono elementi sufficienti per sostenere un’accusa in tribunale, portando così alla richiesta di archiviazione al gip. Ora i familiari avranno la facoltà di opporsi a tale decisione. La tragedia si consumò dopo che i due uomini, il 42enne Perazzini e il 48enne Gualdi, rimasero bloccati in quota a causa di una violenta bufera. La richiesta di aiuto era partita il 22 dicembre, dopo una caduta di uno dei due, ma le condizioni meteo proibitive avevano impedito ogni intervento fino al recupero dei corpi, avvenuto il 27 dicembre 2024.