Svolta giudiziaria nella tragica vicenda dei tre fratellini morti a Bertinoro il 7 aprile 2023. Il giudice per le indagini preliminari di Forlì ha disposto il rinvio a giudizio per lo zio delle vittime e per la legale rappresentante dell’azienda agricola dove avvenne il crollo del silos. Entrambi dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo plurimo.
La decisione è stata presa oggi dal giudice per le indagini preliminari Massimo De Paoli, che ha fissato la prima udienza del processo per il prossimo 25 marzo davanti al giudice monocratico Andrea Priore. Parallelamente, il gip ha formalizzato l’uscita dal procedimento delle parti civili – i genitori e la sorella superstite – in seguito a un accordo risarcitorio raggiunto con le compagnie assicurative. Questo chiude la vertenza sul piano civile, lasciando al dibattimento penale il compito di accertare le singole responsabilità.
La tragedia risale al 7 aprile 2023. Secondo la ricostruzione della Procura di Forlì, i tre fratelli – Fatima di 18 anni, Ousama di 13 e Marva di 9 – si trovavano all’interno di un’auto, una Opel Zafira, nel piazzale dell’azienda agricola ‘Casagrande’ a San Pietro in Guardiano. Il veicolo avrebbe urtato la base di un silos carico di mangime, che cedendo si è abbattuto sulla vettura. Il peso della struttura, che conteneva oltre venti metri cubi di mais, non ha lasciato scampo ai tre giovani.
Le accuse formulate dalla sostituta procuratrice Laura Brunelli si differenziano per i due imputati. Allo zio delle vittime viene contestata una condotta imprudente per aver lasciato le chiavi dell’auto nella disponibilità della nipote diciottenne, titolare del solo foglio rosa. L’ipotesi è che la ragazza stesse facendo pratica di guida nel piazzale al momento del fatale impatto. Alla legale rappresentante dell’azienda agricola, invece, viene imputata la presunta violazione delle norme sulla sicurezza, in particolare per quanto riguarda la stabilità e la manutenzione del silos che ha ceduto.
Il giudice ha respinto le richieste di non luogo a procedere presentate dalle difese degli imputati. Dato che non sono state avanzate richieste di riti alternativi, il caso procederà ora con il dibattimento in aula, dove verranno esaminate nel dettaglio le prove e le testimonianze per stabilire le responsabilità penali della tragedia.











