Borse, l’euforia di Wall Street e il “Flash Crash” delle materie prime: Meta vola, Tesla in allarme rosso – …di Joseph Gasperoni (JTrader)

Settimana a due velocità sui mercati: mentre il tech americano aggiorna i massimi storici trainato dai conti di Zuckerberg, oro e argento subiscono violente prese di profitto. Musk vira sull’AI, Bitcoin fallisce l’assalto a quota 100mila.

È stata una settimana dai due volti quella appena trascorsa sui mercati finanziari globali. Una dicotomia profonda ha separato l’andamento dell’azionario americano che continua a navigare in prossimità dei massimi assoluti dal comparto delle materie prime e delle valute digitali, colpiti da una volatilità estrema che ha colto di sorpresa molti investitori. Se da un lato la tecnologia continua a trainare i listini, dall’altro si assiste a una violenta correzione su quegli asset che avevano brillato nella prima parte dell’anno.

Wall Street: il trionfo di Meta e la stabilità di Apple

Grafico META

Il faro della settimana è stato senza dubbio Meta Platforms. Il colosso guidato da Mark Zuckerberg ha sbalordito gli analisti con una trimestrale ben oltre le attese, confermando come la monetizzazione dell’intelligenza artificiale sia già una realtà tangibile nei bilanci aziendali. La reazione del mercato è stata euforica: il titolo ha compiuto un balzo impressionante, passando in poche ore da a dollari.

Diversa, ma rassicurante, la situazione in casa Apple. Cupertino ha presentato conti sostanzialmente invariati. In un mercato febbrile, la stabilità di Apple è stata letta come un segnale di solidità, mantenendo l’equilibrio all’interno del paniere tecnologico.

Il caso Tesla: la scommessa “tutto o niente” di Musk

Le note dolenti arrivano invece dal settore automotive elettrico. Tesla ha registrato un nuovo record negativo, con il titolo che nella seduta di ieri ha lasciato sul terreno il . L’analisi tecnica segnala una situazione critica: le azioni stanno testando pericolosamente il supporto grafico chiave di dollari. Una soglia che gli analisti definiscono spartiacque: scendere al di sotto di questo livello significherebbe aprire la strada a una discesa fino a quota dollari. A pesare sul sentiment non sono solo i grafici, ma la drastica virata industriale annunciata da Elon Musk. Il CEO ha confermato lo stop alla produzione di due modelli storici per concentrare l’intera potenza di fuoco su robotica e intelligenza artificiale. Una mossa visionaria che, nell’immediato, ha generato incertezza tra gli azionisti, spaventati dal vuoto produttivo a breve termine.

Bitcoin: il mancato appuntamento con la storia

Grafico Bitcoin

Anche il comparto cripto tira il fiato bruscamente. Per il Bitcoin, la previsione tecnica si è rivelata chirurgica: fallito l’assalto alla barriera psicologica dei dollari, è scattato lo storno fisiologico. La regola del mercato è stata impietosa: chi non rompe i massimi, ritraccia. Oggi la regina delle criptovalute scambia a dollari e, in assenza di nuovi spunti rialzisti, il prossimo approdo sembra essere il supporto degli dollari.

Materie Prime: il “Flash Crash” dei metalli preziosi

Grafico Oro

Ma il vero terremoto della settimana si è registrato sulle commodities, dove l’euforia ha lasciato spazio al panico. L’argento, protagonista di una cavalcata trionfale che lo aveva spinto da fino a dollari in 4 settimane, ha subito un crollo verticale. Solo questa mattina il metallo bianco ha perso circa il , precipitando in area dollari.

Non è andata meglio all’oro. Il bene rifugio per eccellenza, che da gennaio aveva messo a segno un guadagno superiore al , ha bruciato gran parte dei progressi in sole 48 ore. Una correzione violenta del in due sedute ha riportato le quotazioni a quota , segnando una netta presa di profitto da parte dei fondi speculativi.

In sintesi, mentre gli indici americani festeggiano sui massimi, la liquidità si sposta con violenza, punendo le materie prime e premiando la concretezza dei bilanci Big Tech. Il listino italiano vola, l’indice Mib ancora ai massimi, indici asiatici in netta salita. E’ un momento forte per la borsa.

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Joseph Gasperoni