Ha investito un’anziana sulle strisce pedonali, l’ha caricata in auto fingendo di soccorrerla e ha tentato di depistare le indagini con l’aiuto di un dipendente. Per questi fatti un 48enne siciliano è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione dal Tribunale di Rimini.
L’uomo era imputato per lesioni personali stradali gravissime, aggravate dalla guida con patente revocata, oltre a fuga del conducente e frode processuale. La pena inflitta è inferiore a quella richiesta dalla vice procuratrice onoraria Anna Angela D’Alessio, in virtù del riconoscimento delle attenuanti generiche legate al consenso all’acquisizione del fascicolo d’indagine al dibattimento.
Parte offesa della vicenda è una 76enne riminese, costituitasi parte civile tramite gli avvocati Marco e Monica Lunedei. La donna è stata integralmente risarcita, insieme ai familiari, dall’assicurazione dell’autovettura, una Citroen C5 noleggiata sotto falso nome dall’imputato, che aveva la patente revocata da circa dieci anni.
L’episodio risale al 6 ottobre 2021, quando la donna fu travolta sulle strisce pedonali in viale della Repubblica, a Rimini, mentre attraversava la strada conducendo a mano la bicicletta. Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata con le indagini della Polizia di Stato, dopo l’impatto il 48enne avrebbe trascinato di peso l’anziana ferita caricandola in auto per poi allontanarsi dal luogo dell’incidente.
Con lui avrebbe agito un 66enne riminese, suo dipendente, che avrebbe simulato un intervento di soccorso e contribuito a costruire una falsa versione dei fatti. Quest’ultimo, accusato di favoreggiamento personale, ha chiesto la messa alla prova e la sua posizione è stata stralciata dal procedimento principale.
Secondo il racconto fornito inizialmente dall’imputato, la donna si sarebbe trovata in stato confusionale nella zona di viale Pascoli, dove lui l’avrebbe avvicinata e accompagnata a casa con l’aiuto del dipendente, arrivato con un furgone da lavoro. Una versione apparsa da subito poco credbile agli inquirenti.
Nonostante le gravi ferite e lo stato di choc, la 76enne riuscì a effettuare una breve telefonata al figlio, riferendo di essere stata investita e poi caricata in auto. Pochi secondi, ma sufficienti per consentire ai carabinieri di localizzarla e affidarla alle cure del 118.
L’esposto presentato dagli avvocati Lunedei ha dato il via a indagini approfondite. Attraverso testimonianze, filmati di videosorveglianza e intercettazioni autorizzate, la questura di Rimini è riuscita a ricostruire l’intera dinamica e a individuare le responsabilità.
Secondo l’accusa, l’auto del 48enne avrebbe superato a forte velocità alcune vetture ferme davanti al passaggio pedonale, colpendo in pieno l’anziana, che dopo aver sfondato il parabrezza fu scaraventata sull’asfalto priva di sensi. Subito dopo, l’uomo l’avrebbe caricata in macchina, mentre poco più tardi un altro soggetto, arrivato in scooter, avrebbe fatto sparire anche la bicicletta. Una scena ripresa dalle telecamere.
La donna ha affrontato un calvario clinico durato sette mesi, con numerosi interventi chirurgici. Le è stata riconosciuta una prognosi superiore ai 120 giorni e un’invalidità permanente dell’80%, sulla base della quale è stato disposto un risarcimento complessivo che ha superato il milione di euro.











