Si apre un’altra settimana sul Titano, e mentre la cronaca ufficiale ci propina il solito menu di commissioni, onerose trasferte istituzionali oltreoceano e celebrazioni di rito, la San Marino che vive, lavora e respira sembra muoversi su un binario completamente diverso.

È un diario, questo, che oggi non puo che partire da un contrasto stridente, quasi imbarazzante, tra chi la gente la incontra davvero e chi, invece, pensa di doverla “educare” dall’alto della sua (in)”sapienza”.
Partiamo da quello che è, a tutti gli effetti, il caso del momento: l’enorme successo che sta riscuotendo il comitato PRO-SAN MARINO che dall’opposizione all’arrivo (in sordina) dei palestinesi ora vuole affrontare la questione dei sammarinesi che vanno alla Caritas. Era da tempo immemore che in questa Repubblica non si vedeva un’associazione capace di stare vicina alla gente, l’ultima volta era stata Rete prima versiobe e prima che prendesse le derive di ultra sinistra del ”sergente Zonzini”, di parlare un linguaggio schietto, orizzontale, senza il filtro di segreterie o interessi di bottega.
Mentre i partiti tradizionali si arrocano in un linguaggio burocratico e autoreferenziale, Pro-San Marino ha capito che il segreto è l’ascolto.
La gente ha risposto perchè si sente finalmente rappresentata in quei dubbi e in quelle preoccupazioni che solitamente vengono ignorate.
È la dimostrazione plastica che il sammarinese non è apatico e nemmeno stupido ed incapace di capire come dice qualcuno: è solo stanco di non essere considerato.
E poi, quasi a voler confermare questa distanza, ecco arrivare nelle nostre case il famigerato opuscolo sull’Europa. Un’operazione che definire discutibile è un generoso eufemismo.
Leggendolo, la prima sensazione che si prova è un misto di sconcerto e irritazione: sembra di avere tra le mani il tema di un ragazzino delle medie (senza offesa per il ragazzino incolpevole)
Forse è un atto voluto? Forse il Segretario Beccari e i suoi uffici ci considerano tutti profondamente ignoranti, incapaci di comprendere dinamiche complesse, tanto da doverci somministrare pillole di saggezza elementare e spesso zoppicanti?
Il tono è condiscedente, quasi a dire: “Adesso lo spieghiamo bene anche a quelli che capiscono poco”. Peccato che, in questo sforzo di semplificazione estrema, siano caduti in contraddizioni logiche che persino quel ragazzino delle medie citato prima avrebbe evitato con un minimo di attenzione.
Prima si afferma un principio, poi, nello spazio di poche pagine, si dice l’esatto oposto. Un caos concettuale che non aiuta a capire, ma aumenta solo la diffidenza.
Noi di GiornaleSM lo abbiamo letto e ci siamo messi a ridere ripensando alle tante ore spese a leggere e capire l’accordo, anche in ore tarde. Però lo abbiamo letto, analizzato e siamo pronti a sviscerare uno ad uno i 12 capitoli di questa “guida alla comprensione” per piccoli sudditi.
Gli articoli sono nel cassetto, pronti per essere pubblicati, ma nel frattempo, ci guardiamo intorno e cosa vediamo? Il vuoto.
Il feedback da parte della cittadinanza è quasi inesistente, e non perche l’argomento non sia importante, ma perchè la comunicazione è fallita in partenza.
Il sospetto, che è quasi una certezza, è che queste migliaia di opuscoli stampati con i soldi dei contribuenti, i nostri soldi, siano finiti direttamente nel cassonetto. Un destino comune a gran parte delle azioni di questa politica recente: fiumi di parole, spese ingenti per la propaganda, e un risultato che finisce dritto nel rifiuto indifferenziato della realtà.
La domanda che poniamo in questo diario è semplice: quando inizieranno a capire che i sammarinesi non hanno bisogno di maestri con la penna rossa, ma di qualcuno che torni a camminare per le strade e a stare in mezzo a loro? Beccari inebriato dal potere e dalla élite europea non riesce più a capirlo.
Ma i bulgari cosa dicono?
Buona giornata a tutti, anche a quelli che secondo Beccari (solo lui) non capiscono nulla.
Marco Severini – direttore GiornaleSM











