Riccione, nuova caserma dei Carabinieri: Gnassi incalza Roma: “Basta silenzi, sicurezza priorità assoluta”

In una nota diffusa questa mattina, il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi annuncia un’azione parlamentare diretta per sbloccare l’annosa questione della nuova caserma dei Carabinieri di Riccione. Raccogliendo l’appello lanciato dalla sindaca Daniela Angelini, l’esponente Dem ha deciso di portare il caso sui tavoli romani, promettendo interrogazioni al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e all’Agenzia del Demanio per rompere quello che definisce un “silenzio inaccettabile” da parte dello Stato.

La vicenda ruota attorno al progetto del nuovo Polo della Sicurezza, un’opera già finanziata con oltre 8 milioni di euro e per la quale il Comune di Riccione ha completato l’iter burocratico di competenza. “Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile”, attacca Gnassi. “Da un lato c’è un Comune che ha fatto i compiti a casa in tempi celeri, mettendo a disposizione aree e approvando varianti all’unanimità; dall’altro c’è lo Stato che, dopo aver chiesto celerità, si è letteralmente eclissato. Non è solo una questione di burocrazia o di metri quadri. Parliamo della dignità dei nostri militari”.

Il deputato riminese pone l’accento sulle condizioni operative delle forze dell’ordine in Riviera: “È mortificante che le donne e gli uomini dell’Arma, che ogni giorno garantiscono la legalità in una piazza complessa e fondamentale come Riccione, debbano operare in uffici obsoleti e riposare in alloggi non dignitosi. Uno Stato che chiede sacrificio ai suoi servitori deve, come minimo, garantire loro condizioni di lavoro civili”.

L’intervento di Gnassi allarga poi lo sguardo al contesto nazionale, citando dati allarmanti sulla gestione della sicurezza sotto l’attuale governo. Secondo il parlamentare, il “Documento di pianificazione strategica del Personale della Polizia di Stato” certifica una carenza di 13.000 agenti nel 2025. “Nel 2023 in organico c’erano 99.137 agenti, diecimila in meno del previsto. Nel 2024 si è scesi a 97.931 e alla fine dello scorso anno si era a 96.508 unità”, spiega Gnassi, sottolineando come, estendendo il calcolo a tutte le forze dell’ordine, il deficit complessivo tocchi quota 30.000 uomini. Numeri che stridono con l’aumento dei reati, cresciuti del 6,3% tra il 2022 e il 2024.

Tornando al nodo locale, l’obiettivo è riattivare immediatamente la macchina amministrativa statale. “Perché il cronoprogramma è in stallo dopo che il Comune ha consegnato tutto il necessario a maggio scorso?”, si chiede Gnassi. “Ci rivolgeremo direttamente al Ministro Piantedosi, alla Difesa e al Demanio affinché venga bandita la gara. Se si vuole più sicurezza servono uomini, mezzi e sedi. Anche in Riviera, anche a Riccione. Non è una battaglia di bandiera: la sicurezza dei cittadini e la tutela di chi ci protegge non hanno colore politico”.