Si è conclusa ieri con una sentenza di condanna la vicenda giudiziaria che vedeva imputato un 48enne, ritenuto responsabile di un grave investimento pedonale e di un successivo, maldestro tentativo di depistaggio. Il Tribunale di Rimini ha inflitto all’uomo una pena di quattro anni e due mesi di reclusione per aver investito una donna di 76 anni sulle strisce pedonali e aver cercato di coprire le proprie responsabilità simulando un salvataggio.
La ricostruzione dei fatti, avvenuti in viale della Repubblica, ha delineato un quadro inquietante. L’imputato si trovava alla guida di una vettura noleggiata sotto falso nome, nonostante la sua patente fosse stata revocata da ormai dieci anni. Dopo aver centrato l’anziana a velocità sostenuta mentre questa attraversava la strada, l’uomo non ha allertato i soccorsi secondo la prassi, ma ha caricato la vittima, in quel momento esanime, a bordo del veicolo. Il piano, volto a far credere di averla soccorsa fortuitamente, prevedeva anche la sparizione della bicicletta della donna, compito affidato a un dipendente dell’investitore.
La messinscena è crollata grazie alla lucidità della vittima che, riprendendo i sensi, è riuscita a contattare telefonicamente il figlio, comunicandogli in modo drammatico di essere stata investita e portata via. Le indagini della Polizia, avvalorate dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza e dalle intercettazioni, hanno smascherato il tentativo di occultamento della verità.
Le conseguenze per la 76enne sono state devastanti: dopo un lungo calvario clinico durato sette mesi, ha riportato un’invalidità permanente dell’80%. A titolo di risarcimento, l’assicurazione ha già provveduto a liquidare una somma superiore al milione di euro. Per quanto riguarda il procedimento penale, il 48enne ha ottenuto uno sconto di pena grazie alla concessione delle attenuanti generiche, mentre la posizione del complice, accusato di favoreggiamento, è stata stralciata ai fini della messa alla prova.










