Si infiamma il dibattito politico attorno alla riqualificazione della Strada Statale 72, l’arteria che collega Rimini a San Marino. In una nota ufficiale diffusa oggi, lunedì 2 febbraio, la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli risponde a tono alle critiche sollevate dalla consigliera regionale Alice Parma (Pd), accusando l’amministrazione locale e il Partito Democratico di aver complicato l’iter burocratico con richieste che hanno fatto lievitare i costi e dilatare i tempi di realizzazione dell’opera.
“Siamo alle solite, la consigliera Alice Parma rilascia dichiarazioni inutilmente polemiche senza aver prima approfondito le questioni”, esordisce la senatrice, entrando subito nel merito tecnico della vicenda. Il nodo centrale, secondo l’esponente di FdI, riguarda l’incremento del valore del progetto, lievitato oltre la soglia dei 25 milioni di euro proprio “in seguito a tutte le richieste presentate dal Pd di Rimini, sia in Provincia che in Comune”.
Questo sforamento economico ha innescato una serie di obblighi normativi prima non previsti. “È diventato ora obbligatorio, ai sensi del decreto legislativo 36/2023, il parere del Provveditorato delle Opere Pubbliche”, spiega Spinelli. “Se prima non era necessario, ora è diventato un passaggio lungo che non possiamo più superare”. Non solo: l’aumento dei costi e le modifiche progettuali impongono di riaprire valutazioni che sembravano archiviate, coinvolgendo nuovamente il Ministero dell’Ambiente e la Soprintendenza per gli aspetti archeologici.
La senatrice evidenzia inoltre come le varianti richieste comportino “l’interessamento di diverse o ulteriori aree da sottoporre a esproprio”. Tutto questo si traduce in un significativo slittamento del cronoprogramma: secondo le stime, servirà “un anno abbondante” dopo la Conferenza di Servizi decisoria per le integrazioni progettuali e la dichiarazione di pubblica utilità. “Solo a quel punto, ovvero a fine 2027, si potrebbe iniziare a sviluppare il progetto esecutivo”, avverte Spinelli.
La conclusione della senatrice è un appello al pragmatismo contro quello che definisce un perfezionismo rischioso. “La mia posizione non aveva alcuna velleità polemica, ma verteva esclusivamente a tutela della realizzazione di un progetto tanto atteso”, chiarisce Spinelli. “La mia esperienza politica mi insegna che un’infrastruttura sarà sempre perfettibile, ma laddove realizzata sarà sempre più utile di un progetto rimasto sulla carta perché privo di finanziamenti e autorizzazioni”. Il timore è che, inseguendo le modifiche, si perda il treno dei fondi Anas già stanziati: “Lascio le polemiche pretestuose al Pd e ribadisco che il territorio non può perdere questo progetto”.











