Ci davano – e ci davamo – per spacciati. Ci descrivevano come un Paese di vecchi, destinato a spegnersi lentamente tra un debito estero e una riverenza a Bruxelles, in attesa dell’ultima, dell’estrema unzione. E invece? E invece i Sammarinesi hanno la testa dura.
I dati che sono arrivati nei giorni scorsi dall’Ufficio Statistica, rilanciati con un certo stupore anche dai media (leggi qui), ci dicono una cosa semplice e potente: nel 2025 le nascite sono tornate a salire. Dopo anni di inverno demografico, di “piagnistei” sui giornali e di analisi sociologiche da salotto, nelle case del Titano si è tornati a sentire il pianto dei neonati.
È un piccolo miracolo, lasciatemelo dire. Un miracolo che forse non avviene “grazie” alla politica, ma forse “nonostante” la politica… Mai come oggi caratterizzata da provvedimenti frutto di compromessi ideologici, ovviamente al ribasso come efficacia.
Perché diciamocelo chiaramente: mettere al mondo un figlio oggi, in questa Repubblica che a volte sembra aver smarrito la bussola della sua identità per inseguire mode minacciose, è un atto di resistenza. È l’atto rivoluzionario di chi crede che questa terra abbia ancora un futuro, che valga ancora la pena tramandare quel passaporto che portiamo in tasca da 1700 anni.
Leggo che il Governo ora annuncia “nuove misure nel 2026”. Bene. Era ora. Ma attenzione, signori del Palazzo: basta con le mance. Le famiglie sammarinesi non sono mendicanti che aspettano il bonus elettorale. Le famiglie sammarinesi chiedono certezze e politiche di lunga veduta.
Se questo rialzo delle nascite è reale, come dicono i numeri, significa che c’è una fiducia che va ripagata immediatamente. Non ci servono consulenze milionarie per esperti venuti da fuori. Non ci servono progetti faraonici che restano sulla carta. Ci servono Asili Nido che funzionano e costano poco, se non nulla. Ci serve che una madre non debba scegliere tra la perdita, nel privato, del lavoro e il figlio. Ci serve che la casa non sia un lusso per pochi privilegiati o per chi tempo fa ha venduto i terreni ai costruttori, ma un diritto accessibile alle giovani coppie che vogliono restare qui, a Faetano, a Chiesanuova, a Città… E non scappare a Rimini o Montelicciano.
Questo dato del 2025 è uno schiaffo ai gufi e a chi vorrebbe trasformare San Marino in un semplice centro servizi senza anima. La storia ci ha lasciato la libertà, ma la libertà senza un popolo che la vive è una scatola vuota.
Questi nuovi nati saranno i custodi della nostra Sovranità tra vent’anni. Al Governo, alla sinistra al centro e alla destra (che non c’è), ai Sindacati, agli arrendevoli pessimisti dico: non rovinate tutto. Avete avuto un regalo inaspettato dalla vostra gente. Ora vedete di esserne all’altezza. Meno chiacchiere, meno viaggi pindarici, meno grandi sogni illusori e più pannolini.
Perché finché nascono bambini sul Monte Titano, San Marino non muore…
Marino d’Arbe
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