Cronaca. Pesaro, esplode l’emergenza carceri: è maglia nera regionale per sovraffollamento, detenuti oltre il 54% della capienza

Il sistema penitenziario delle Marche è in affanno e la situazione più critica si registra proprio a Pesaro, che detiene il triste primato regionale per il sovraffollamento delle celle. I dati, emersi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi nei giorni scorsi e analizzati nella giornata di ieri, lunedì 2 febbraio, dipingono un quadro allarmante per la struttura pesarese e per l’intera rete detentiva marchigiana.

Secondo quanto illustrato dal Presidente della Corte d’Appello di Ancona, Luigi Catelli, l’istituto di Pesaro soffre di un esubero di presenze pari al 54,48%: a fronte di 156 posti regolamentari, sono ben 241 le persone ristrette. Una criticità che non risparmia nemmeno la sezione femminile, dove sono presenti 20 donne per soli 12 posti disponibili.

Il capoluogo provinciale non è però un caso isolato, ma la punta dell’iceberg di una tendenza regionale in netto peggioramento. Complessivamente, nelle quattro carceri e tre case di reclusione delle Marche, la popolazione detenuta ha raggiunto le 990 unità, superando la capienza tollerata del 17,85%. Un balzo in avanti preoccupante se confrontato con l’anno precedente, quando l’esubero si attestava al 9%. Dopo Pesaro, le situazioni più tese si riscontrano ad Ascoli Piceno (+46,6%) e Fermo (+44,18%), seguite dalle strutture anconetane di Montacuto e Barcaglione. L’unica eccezione in controtendenza sembra essere l’istituto di Fossombrone.

L’analisi dei numeri ha evidenziato anche significativi cambiamenti nella composizione della popolazione carceraria. Un detenuto su tre è di origine straniera (333 totali), mentre cresce in modo sensibile il numero di tossicodipendenti, passati da 177 a 251 in un solo anno. I detenuti in regime di alta sicurezza rappresentano invece quasi il 17% del totale. Il sovraffollamento porta con sé anche un aumento del disagio: nel periodo preso in esame si è registrato un suicidio e ben 368 atti di autolesionismo, segnali inequivocabili di un sistema sotto forte stress.