Cronaca. Ravenna, finanziamenti e “aiuti”: il segretario nazionale del Popolo della Famiglia a processo per truffa

Nuovi guai giudiziari per Mirko De Carli. Il segretario nazionale del partito Popolo della Famiglia dovrà affrontare un processo con l’accusa di truffa. La decisione è stata presa ieri, lunedì 2 febbraio, al termine dell’udienza predibattimentale dal giudice monocratico Cosimo Pedullà, che ha disposto il rinvio a giudizio per il 41enne esponente politico. La prima udienza del dibattimento pubblico è stata fissata per il prossimo giugno.

Al centro del procedimento ci sono le denunce presentate da due commercianti della zona, i quali si sono costituiti parte civile. Secondo la Procura della Repubblica, De Carli avrebbe ottenuto dai due esercenti un totale di circa 14mila euro. Il meccanismo contestato consisteva nel presentarsi come un influente intermediario in grado di offrire consulenze e “spintarelle” per risolvere criticità finanziarie. Le promesse spaziavano dall’ottenimento di finanziamenti agevolati all’estinzione di mutui preesistenti. Nessuno dei servizi pattuiti, però, sarebbe stato poi erogato.

Stando al capo d’imputazione formulato dal sostituto procuratore Silvia Ziniti, De Carli avrebbe costruito la propria credibilità non solo sulla sua militanza politica, ma anche millantando la capacità di intercedere presso enti pubblici e privati attraverso una sua impresa, denominata “Innovatori democratici al servizio della comunità”. Ai suoi clienti avrebbe citato la possibilità di agire su realtà come l’Agenzia delle Entrate, grandi istituti di credito e fornitori di servizi. In cambio, chiedeva somme di denaro giustificate come acconti o compensi per pratiche mai avviate. I pagamenti, avvenuti tra il 2021 e il 2022, sarebbero stati effettuati in almeno 24 tranche, quasi sempre in contanti. Oltre all’accusa di truffa, al politico viene contestato anche l’esercizio abusivo della professione di intermediario assicurativo, non essendo iscritto all’albo di settore.

Questo processo si aggiunge a un quadro già complesso. Proprio la settimana scorsa, De Carli ha chiuso un altro procedimento analogo con il risarcimento di 4mila euro a una donna di Riolo Terme che lo aveva denunciato per fatti simili, mettendo fine a quella vicenda in sede di udienza preliminare.