Spagna, stretta sui social: verso il divieto di accesso per i minori di 16 anni

La Spagna si prepara a una svolta radicale nella gestione dell’accesso dei minori al mondo digitale. Con un annuncio fatto oggi, martedì 3 febbraio, durante una visita a Dubai, il premier Pedro Sanchez ha svelato l’intenzione del governo di introdurre il divieto di accesso ai social network per chi ha meno di 16 anni. L’iniziativa fa parte di un piano più ampio per rendere le piattaforme digitali più responsabili e sicure.

Al centro della nuova normativa ci sarà l’obbligo per le piattaforme di implementare sistemi di verifica dell’età efficaci e stringenti, superando le attuali autocertificazioni facilmente aggirabili. La stretta, però, non si limiterà al solo accesso. Il pacchetto annunciato dal leader socialista prevede infatti altre quattro misure chiave, volte a garantire un ambiente online più democratico. Tra queste spiccano la fine dell’impunità per i manager delle piattaforme, che potranno essere ritenuti legalmente responsabili delle violazioni, e l’introduzione di un nuovo reato specifico per punire la manipolazione degli algoritmi e l’amplificazione artificiale di contenuti illegali.

Inoltre, il piano punta a creare un sistema per tracciare e misurare l’impatto generato da contenuti d’odio e polarizzanti e ad avviare, in collaborazione con la Procura, indagini mirate su possibili violazioni commesse da app come Grok, TikTok e Instagram.

Con questa iniziativa, annunciata dal premier durante il World Government Summit, la Spagna si allinea a una tendenza internazionale crescente. Il governo di Madrid segue infatti l’esempio di Paesi come l’Australia, che ha già introdotto divieti simili, e si avvicina alla posizione di Francia e Regno Unito, nazioni che stanno a loro volta valutando l’adozione di misure più restrittive per proteggere i minori nell’ambiente digitale.