L’Emilia-Romagna frena bruscamente sull’iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riguardante il futuro del demanio marittimo. Al centro della contesa c’è lo schema di bando-tipo annunciato dal Mit per uniformare le procedure di assegnazione delle concessioni balneari a livello nazionale. Nonostante la volontà del dicastero di sottoporre il documento al vaglio della Conferenza unificata per un parere tecnico, i vertici della Regione hanno espresso oggi, martedì 3 febbraio 2026, forti perplessità sia sul metodo adottato che sul merito di un provvedimento che rischia di ignorare le peculiarità delle coste adriatiche.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, insieme all’assessora al Turismo, Roberta Frisoni, ha ribadito come il tema delle spiagge rappresenti una priorità assoluta per l’amministrazione regionale. Entrambi hanno confermato la piena disponibilità dell’Emilia-Romagna ad avviare un dialogo trasparente e collaborativo, offrendo supporto concreto per definire una soluzione che possa essere accettata da tutti i soggetti coinvolti. Tuttavia, de Pascale e Frisoni hanno aspramente criticato la gestione del coinvolgimento degli enti locali, sottolineando come il Ministero stia procedendo attraverso proclami mediatici anziché attivare un tavolo operativo congiunto.
Secondo il governatore e l’assessora, l’impatto economico e occupazionale di queste decisioni ricade direttamente sulle Regioni, motivo per cui sarebbe stato fondamentale un confronto preventivo invece di venire a conoscenza dei provvedimenti tramite la stampa. La coppia di amministratori ha manifestato il proprio disappunto per l’impossibilità, finora, di trovare una modalità di lavoro che valorizzi le differenze e le necessità specifiche dei singoli territori costieri.
L’obiettivo dell’Emilia-Romagna resta quello di evitare imposizioni calate dall’alto che non tengano conto della realtà del comparto balneare locale. La critica mossa al Mit evidenzia la necessità di superare la fase degli annunci per passare a una cooperazione istituzionale effettiva, che permetta di armonizzare le norme nazionali con le eccellenze turistiche del territorio. La partita sulle concessioni resta dunque aperta, con la Regione decisa a far valere il proprio peso all’interno della Conferenza unificata.











