Una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella emessa dal Tribunale di Rimini, che ha sancito la preminenza della tutela della salute sulle logiche organizzative aziendali. Al centro della vicenda giudiziaria una donna disabile che, dopo essersi vista rifiutare dal datore di lavoro una turnazione sostenibile con la propria patologia, ha scelto la via legale ottenendo una vittoria completa e il diritto al risarcimento.
Il caso
La protagonista della vicenda, identificata con il nome di fantasia “Laura” per tutelarne la privacy, si è trovata a dover combattere una battaglia per conciliare il proprio impiego con le necessità dettate dalla sua condizione fisica. Nonostante le richieste avanzate per ottenere orari e turni che non aggravassero il suo stato di salute, l’azienda aveva opposto un rifiuto. Di fronte all’impossibilità di trovare un accordo bonario, la lavoratrice si è rivolta alla giustizia.
La decisione dei giudici
Il verdetto del Tribunale di Rimini ha accolto in toto le istanze della dipendente. Il giudice ha stabilito che il diritto al lavoro non può essere scisso dalla tutela del benessere psicofisico del lavoratore, condannando l’impresa non solo a rivedere l’organizzazione dei turni, ma anche al risarcimento danni nei confronti della donna.
Le reazioni
Sulla vicenda è intervenuta Adriana Ventura, Consigliera di Parità della Provincia di Rimini, che ha espresso grande soddisfazione per l’esito del processo. Commentando l’accaduto, la Consigliera ha sottolineato come questa pronuncia rappresenti un passaggio fondamentale e necessario per la tutela dei diritti, ribadendo che le esigenze produttive non possono mai calpestare la dignità e la salute delle persone fragili.












