Provincia Forlì-Cesena, infrastrutture: piano da 35 milioni per blindare 21 ponti e viadotti

Una rete di 570 ponti su oltre mille chilometri di asfalto che attraversa l’Appennino e la pianura. È su questo sistema nevralgico che la Provincia di Forlì-Cesena ha concentrato un massiccio piano di messa in sicurezza, mobilitando oltre 35 milioni di euro. L’obiettivo è prevenire criticità e garantire la tenuta di viadotti strategici, con un occhio di riguardo alla lezione impartita dall’alluvione del 2023 e alle nuove normative post-crollo di Genova. Otto cantieri sono già chiusi, sette sono in corso e altri interventi sono programmati fino al 2029.

In un comunicato diffuso dall’amministrazione provinciale, viene tracciato il bilancio di un’operazione complessa, finanziata grazie ai fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). Gli interventi sono stati selezionati dopo un censimento puntuale, basato sullo stato di salute delle strutture e sui volumi di traffico che devono sopportare quotidianamente. Nel territorio cesenate sono già stati completati sei interventi per oltre 3 milioni di euro, tra cui il ponte sul Rubicone a Sogliano e quello in località Linaro a Mercato Saraceno. Sul versante forlivese, semaforo verde per il viadotto di San Colombano a Meldola e per il ponte sulla Marradese a Modigliana.

Ma il cantiere della sicurezza è in piena attività. Attualmente, i riflettori sono puntati sulla valle del Bidente e sull’area di Forlì, dove sono stati stanziati oltre 13 milioni di euro. “Conclusa la verifica bellica in corso partirà il cantiere del ponte Braldo a Forlì, che rappresenta uno degli interventi simbolo di questo piano straordinario”, spiega il Presidente della Provincia, Enzo Lattuca. Oltre al Braldo, si lavora all’ingresso di Galeata (fine lavori prevista per questa primavera) e sono in fase di gara quattro interventi cruciali sulla SP4, che toccheranno i comuni di Civitella, Meldola e Santa Sofia. Nel cesenate, invece, è quasi concluso il restyling del ponte sul Barbotto.

Il piano guarda anche al futuro immediato con ulteriori 15 milioni di euro già a budget. Entro la primavera andrà a gara l’adeguamento del cavalcaferrovia della Bretella tra la via Emilia e il casello del Rubicone, mentre è in progettazione la variante di Nespoli a Civitella, un’opera da 6 milioni di euro. Tra il 2027 e il 2028 toccherà poi ai ponti sull’Uso a Borghi e sul Tevere a Verghereto.

“Negli ultimi quattro anni abbiamo svolto un lavoro importante, reso possibile dai finanziamenti del Ministero e dalla competenza dei tecnici provinciali”, commenta il Presidente Lattuca, lanciando però un monito per il futuro: “Sarebbe fondamentale rendere strutturale questo canale di finanziamento, soprattutto considerando il ruolo idraulico di queste infrastrutture, emerso con ancora maggiore evidenza dopo l’alluvione”. A supporto di questa strategia, la Provincia si è fatta capofila di un accordo con 23 Comuni per creare un software gestionale unico, uno strumento digitale per monitorare in tempo reale lo stato di salute di tutti i ponti del territorio.