Dietro il freddo in classe che ha scatenato le polemiche di ieri alla scuola media Filippini non c’era un malfunzionamento della caldaia, né una carenza di manutenzione, ma un atto di vandalismo interno. I controlli tecnici, scattati immediatamente dopo le segnalazioni delle famiglie, hanno portato alla luce la vera causa del disservizio: i ventilconvettori sono stati mandati in tilt da oggetti infilati deliberatamente nelle griglie di aerazione.
Il sabotaggio dell’impianto
L’intervento dell’idraulico e del personale ausiliario ha svelato uno scenario inequivocabile. All’interno dei dispositivi di riscaldamento è stato rinvenuto diverso materiale di cancelleria: penne, matite e gomme che, spinte in profondità, hanno finito per bloccare e rompere le ventole meccaniche, danneggiando anche i sistemi di comando e controllo. Una volta rimossi gli ostacoli fisici che impedivano il funzionamento, l’impianto è stato ripristinato ed è tornato operativo nel giro di un paio d’ore.
La posizione del Comune
Sulla vicenda è intervenuto Federico Vaccarini, Vicesindaco e Assessore alle politiche educative, per sgombrare il campo da dubbi sull’efficienza delle strutture. L’amministratore ha sottolineato come i macchinari presenti nelle aule siano praticamente nuovi, sostituiti appena due anni fa, e che il “crash” termico è imputabile esclusivamente a gesti irresponsabili a danno del patrimonio scolastico.
Esprimendo amarezza per l’accaduto, Vaccarini ha lanciato un appello alla responsabilità condivisa, invitando genitori e rappresentanti di classe a dialogare con i ragazzi. Il messaggio che l’amministrazione intende far passare è che la scuola è un bene comune e chi compie simili atti finisce per danneggiare l’intera comunità, compreso se stesso.
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