Andrea Gnassi interroga i Ministri Salvini e Urso sul caso dell’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive di Rimini: “Il futuro di una realtà storica e strategica e di 170 famiglie messo a rischio dai diversi impegni disattesi da Trenitalia: si convochi con urgenza un tavolo di confronto per il rispetto degli accordi sottoscritti”
“Dopo tutta una serie di impegni disattesi, sono a rischio il futuro lavorativo di 170 persone altamente specializzate e altrettante famiglie e di un presidio industriale storico e strategico quale l’Ex OGR oggi Officina Manutenzione Ciclica Locomotive di Rimini. Da quanto emerso nell’ultimo incontro nazionale sulla manutenzione Trenitalia del 14 gennaio 2026, l’Officina di Rimini non risulterebbe infatti nemmeno compresa nel reticolo manutentivo aziendale e per tale ragione è stato proclamato per domani giovedì 5 febbraio uno sciopero di otto ore del personale Trenitalia DT OMCL Rimini. Chiedo quindi la convocazione con la massima urgenza di un tavolo di confronto alla presenza del Direttore Tecnico di Trenitalia Domenica Scida per chiedere il rispetto degli accordi fin qui sottoscritti per il prosieguo dell’attività industriale dell’impianto di Rimini e la salvaguardia dei suoi livelli occupazionali“. Così il deputato Dem Andrea Gnassi in un’interrogazione a risposta in Commissione ai Ministri delle Infrastrutture e delle Imprese e del Made in Italy Matteo Salvini e Adolfo Urso.
“L’Officina Manutenzione Ciclica Locomotive di Rimini è sempre stata una realtà strategica per il territorio e negli anni 2000 era arrivata a occupare oltre 400 addetti di grandissima professionalità fra lavoratori diretti di Trenitalia e personale degli appalti ferroviari. Trenitalia l’ha però depotenziata progressivamente senza mai mettere sul tavolo prospettive di rilancio o sviluppo industriale e oggi è più che mai a rischio di ulteriore ridimensionamento in termini di investimento e di marginalizzazione dal punto di vista industriale e occupazionale;” prosegue Gnassi, che nell’interrogazione traccia la storia degli ultimi decenni e dei diversi impegni concordati e disattesi: “Nel luglio 2019 è stato sottoscritto tra Trenitalia, Organizzazioni sindacali regionali e RSU, un accordo che prevedeva un percorso di investimenti infrastrutturali finalizzati alla riconversione dello stabilimento di Rimini, con l’avvio di una nuova linea manutentiva su rotabili a composizione bloccata, a fronte del progressivo superamento della manutenzione dei locomotori diesel. Un accordo che si inseriva in un quadro più ampio di intese territoriali (16 ottobre 2018, 9 luglio 2019, 17 gennaio 2020) con cui si mirava a garantire l’evoluzione industriale degli stabilimenti di Bologna e Rimini, il mantenimento dei livelli occupazionali e il rispetto del turnover. Il 7 maggio 2022, dopo importanti e partecipate mobilitazioni dei lavoratori, tutte le parti hanno poi sottoscritto un verbale in cui si condividevano il mantenimento dei livelli occupazionali negli stabilimenti emiliano-romagnoli nel rispetto del turnover, la continuità produttiva delle OMC di Bologna e Rimini e la graduale conversione delle lavorazioni diesel in nuove lavorazioni per l’OMCL di Rimini. Il 26 maggio 2023, in Regione Trenitalia ha addirittura presentato un progetto di sviluppo che, per Rimini, prevedeva la conferma delle lavorazioni sui mezzi diesel e la lavorazione e riconversione di vecchi treni ad uso turistico, valorizzando il know-how dello stabilimento e il mantenimento di tutti i livelli occupazionali“.
“Dove sono finiti questi accordi? Le Organizzazioni sindacali sostengono che tutti i punti sottoscritti sono stati disattesi e che parallelamente si registra un progressivo ridimensionamento dei lavoratori in produzione all’OMCL di Rimini, con il venir meno del turnover e la conseguente messa in discussione del mantenimento dei livelli occupazionali mentre risultano applicate e in vigore le rimodulazioni dei turni di lavoro previste per rispondere alle esigenze di flessibilità e produttività aziendale“ incalza il deputato Dem, che ricorda come “il 6 ottobre 2025 le stesse Organizzazioni sindacali hanno formalmente richiesto alla Regione Emilia-Romagna l’istituzione di un tavolo di confronto dedicato al futuro dello stabilimento, in continuità con il precedente confronto istituzionale”.
Ma “in questi mesi la preoccupazione sulla tenuta dell’impianto si è ulteriormente rafforzata e chiedo quindi l’apertura di un tavolo di confronto urgente ai Ministeri delle Infrastrutture e delle Imprese e del Made in Italy per salvaguardare il futuro di lavoratori e dell’Officina” conclude Gnassi.
Comunicato stampa











