Si sarebbe dovuto aprire ufficialmente nella mattinata di oggi, mercoledì 4 febbraio 2026, il dibattimento penale che vede come protagonista il noto criminalista Davide Barzan. Tuttavia, l’attesa prima udienza è stata bruscamente interrotta da questioni procedurali che hanno costretto il tribunale a far slittare il calendario. Al centro del caso, emerso mediaticamente grazie ad alcune inchieste televisive de “Le Iene”, vi è un’ipotesi di truffa aggravata che coinvolgerebbe il professionista e suo padre in un presunto raggiro ai danni di una famiglia di imprenditori del riminese.
L’intoppo che ha bloccato i lavori odierni è di natura puramente tecnica. Attraverso una nota ufficiale, l’avvocato Marlon Lepera, legale di Barzan, ha chiarito che il rinvio è stato determinato dall’accoglimento di un’eccezione sollevata da uno dei collegi difensivi. Nello specifico, la problematica riguardava l’intempestività di una notifica e il mancato rispetto dei termini minimi per comparire in aula nei confronti di uno degli imputati. Per tali ragioni, il giudice ha disposto la riprogrammazione della seduta per il prossimo 13 maggio 2026.
In merito alla strategia difensiva, l’avvocato Lepera ha inoltre anticipato che nella prossima udienza primaverile verranno presentate importanti eccezioni di carattere processuale. Solo dopo la valutazione di tali istanze, il giudice potrà stabilire se procedere o meno con il rinvio a giudizio degli imputati. Il legale ha tenuto a sottolineare la ferma tranquillità del suo assistito, precisando che Davide Barzan affronta il procedimento con serenità, convinto della propria estraneità ai fatti sia sotto l’aspetto meramente formale del processo, sia nel merito delle accuse mosse.
Il quadro accusatorio, delineato originariamente da un servizio di Gaston Zama, ipotizza un disegno criminoso articolato attraverso artifici e raggiri che avrebbero indotto in errore le vittime, portando a un ingiusto profitto superiore ai 53.000 euro e causando un danno patrimoniale di notevole entità. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base delle denunce, il meccanismo sarebbe scattato quando una famiglia di imprenditori in crisi economica si sarebbe rivolta al criminalista per ottenere liquidità. Barzan avrebbe suggerito l’intermediazione di una finanziaria statunitense di sua creazione, prevedendo il transito di fondi su un conto corrente a Malta. La presunta vittima avrebbe versato anticipatamente due rate del prestito, salvo poi ritrovarsi tra le mani un assegno da 512.000 dollari risultato privo di copertura.
La vicenda continua ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica anche a causa della notorietà professionale di Davide Barzan, attualmente impegnato come consulente legale di Manuela Bianchi nel complesso caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. L’appuntamento in aula per sciogliere i primi nodi procedurali di questo nuovo fronte giudiziario è dunque fissato per la metà di maggio.












