Cronaca, Pesaro. Telepass, non paga pedaggi per 14mila euro ma viene assolto: quale tecnica usava al casello autostradale

Su e giù per l’autostrada senza mai pagare un centesimo di pedaggio ma riuscendo comunque a farla franca e a essere assolto dall’accusa di truffa aggravata. E’ il caso giudiziario di un 35enne moldavo pizzicato a compiere ben 18 viaggi abusivi per un totale, nel caso specifico, di poco più di 1000 euro di importi dovuti ad Autostrade. Il tutto in un solo mese. Ma il conto dei pedaggi a sbafo sarebbe ben più lungo e consistente, considerate altre denunce in altre parti d’Italia. Ieri davanti al giudice monocratico a Pesaro si è tenuta la discussione e la sentenza. Lo scroccone, in sostanza, approfittava della corsia del Telepass per superare le barriere senza pagare, incollandosi letteralmente all’auto che aveva il regolare dispositivo per far alzare la sbarra.

Come agiva

Questione di tempismo ed ecco i vari passaggi gratis, prima che la sbarra tornasse ad abbassarsi. Viaggi su viaggi, tutti lungo la costa adriatica e con la storia che diventa un flipper che rimbalza tra varie nazioni.

In soldoni lo straniero viaggiava su un’auto con targa lituana ma di proprietà di un romeno che vive stabilmente a Bucarest. Il moldavo era stato controllato su quel mezzo e a lui sono stati attribuiti i viaggi a scrocco.

Motivo per cui è stato mandato a processo con l’accusa di truffa aggravata perché avrebbe “raggirato” i meccanismi di pagamento per viaggiare in maniera abusiva. Quello che è emerso durante il dibattimento davanti al giudice monocratico del Tribunale di Pesaro è che l’uomo non sarebbe nuovo a un tale modus operandi. Già, perché in passato lo stesso era già finito a processo per una serie di denunce di passaggi a scrocco per una cifra di 14 mila euro mai pagati.

Sempre lui, o almeno la auto che avrebbe guidato perché le immagini dei caselli inquadravano la targa e il mezzo. L’avvocato Monica Massari, difensore d’ufficio, ha evidenziato che l’istruttoria non avrebbe fornito prove sufficienti a stabilire la responsabilità penale dell’imputato in ordine al reato ascritto, ovvero che fosse realmente lui alla guida del mezzo nei vari passaggi ai caselli. Società Autostrade non ha rimesso la querela e si è costituita parte civile per poter riavere i soldi dei pedaggi mai pagati. Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 7 mesi, ma il giudice ha assolto l’uomo dalle accuse. Nel frattempo il moldavo non ha più risposto ai contatti del legale dall’ottobre 2024. E forse non saprà mai di essere stato assolto.

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