Cronaca. Ravenna, tragedia al Paguro: l’autopsia rivela che il sub è morto per arresto cardiaco a inizio immersione

Non è stato l’annegamento a stroncare Ugo Coppola, ma un improvviso cedimento del cuore avvenuto nelle primissime fasi dell’immersione. È quanto emerge oggi dalla relazione medico-legale depositata in Procura, che fa luce sulle cause del decesso del 54enne perugino, scomparso nelle acque ravennati il 13 agosto 2025 durante un’escursione al relitto della piattaforma Paguro.

La perizia, affidata all’anatomopatologa Giovanna Del Balzo, ha stabilito che l’uomo è deceduto poco dopo l’ingresso in acqua e non, come inizialmente ipotizzato, nella fase conclusiva della discesa sottomarina. Il cuore della vittima, già compromesso da patologie pregresse e assistito da un pacemaker, non ha retto lo sforzo, andando in crisi quasi istantaneamente. Una conclusione fondamentale per l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Silvia Ziniti, che al momento vede tre indagati con l’accusa di omicidio colposo, tutti legati alla struttura riminese che aveva organizzato l’uscita.

Il corpo di Coppola era stato restituito dal mare soltanto il 2 ottobre scorso, rinvenuto sulla spiaggia di Ponte Sasso di Fano. Ora, con le certezze fornite dall’esame autoptico, l’attenzione degli inquirenti si sposta sulla documentazione sanitaria e sulle abilitazioni sportive del subacqueo. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i brevetti conseguiti in Abruzzo: secondo alcune testimonianze raccolte, il rilascio di tali licenze sarebbe avvenuto nonostante il 54enne avesse mostrato evidenti difficoltà nelle pratiche subacquee.

Il cerchio delle indagini potrebbe dunque allargarsi per chiarire se vi siano state negligenze nella valutazione dell’idoneità fisica dell’uomo. Nel frattempo, restano da svolgere gli accertamenti tecnici sulla strumentazione e sui computer da polso utilizzati durante la tragica giornata, verifiche che la difesa degli indagati ha chiesto di approfondire e che dovranno essere incrociate con le risultanze mediche appena emerse. La famiglia della vittima attende ora che venga fatta piena luce su una catena di eventi che potrebbe presentare diverse falle nella sicurezza e nella prevenzione.