È giallo sul ritrovamento avvenuto l’altra mattina a ridosso della linea ferroviaria Adriatica, dove la presenza di un residuato bellico ha fatto scattare l’allarme e bloccato la circolazione. La Polizia Ferroviaria ha aperto un fascicolo a carico di ignoti ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio, concentrandosi sulla possibilità che l’oggetto non fosse lì da decenni, ma vi sia stato posizionato di recente.
Il reperto, individuato dai tecnici di Rfi lungo la tratta Ancona-Bologna, è stato identificato come una bomba d’aereo inglese da esercitazione da 25 libbre, fortunatamente priva di carica esplosiva. A destare i sospetti degli investigatori è stata la posizione dell’ordigno: non parzialmente interrato o emerso dal terreno, bensì appoggiato sulla massicciata. Questo dettaglio, unito alla presenza di tracce di terra sulla superficie della bomba, avvalora la tesi che il residuato sia stato rinvenuto altrove – forse durante lavori agricoli o scavi edili – e successivamente abbandonato in modo incauto o doloso vicino ai binari.
Le indagini si preannunciano complesse, poiché la zona specifica del ritrovamento non è coperta da telecamere di videosorveglianza che avrebbero potuto immortalare i responsabili. L’episodio ha avuto pesanti ripercussioni sulla mobilità: per consentire le verifiche di sicurezza e la rimozione dell’oggetto, il traffico ferroviario e il servizio Metromare hanno subito uno stop di quasi due ore, causando notevoli disagi ai viaggiatori prima della ripresa regolare del servizio.











