Il Congresso di Stato sceglie la linea della fermezza. Di fronte a quelli che vengono definiti tentativi di “boicottaggio diplomatico” legati a vicende bancarie e giudiziarie, l’Esecutivo del Titano alza un muro a difesa del Tribunale e del percorso di integrazione europea. In una dura nota diramata questa mattina, il Governo respinge al mittente le “intimidazioni su procedimenti ancora in corso”, denunciando una manovra che mira a trasformare controversie private in un freno politico internazionale.
L’affondo di Palazzo Pubblico nasce dalla preoccupazione per alcune dinamiche recenti che puntano a colpire l’Accordo di Associazione con l’UE. “Risulta inaccettabile che dinamiche legate a contenziosi finanziari o a procedure di vigilanza bancaria vengano strumentalizzate per esercitare indebite pressioni sulle istituzioni sammarinesi”, si legge nel comunicato. Il riferimento, pur senza citare le controparti private, tocca anche i rapporti con la Bulgaria: il Governo precisa infatti che il percorso europeo “gode del sostegno unanime degli Stati membri, inclusa la Bulgaria”, smentendo l’esistenza di veti governativi e isolando così le azioni di singoli soggetti privati.
Al centro dello scontro c’è l’autonomia della magistratura. L’Esecutivo blinda l’operato del Tribunale, oggi guidato dal Dirigente Giovanni Canzio, definendolo un presidio “imparziale, tecnico e inattaccabile da logiche estranee al diritto”. La pretesa di condizionare le sentenze o le autorità di vigilanza attraverso “campagne mediatiche o minacce di boicottaggio politico” viene bollata come una distorsione dei valori democratici.
La nota governativa respinge anche le accuse su presunte lacune normative che dovrebbero rallentare l’ingresso in Europa. A parlare sono i fatti, o meglio, i report internazionali: “I lusinghieri esiti delle valutazioni Moneyval e del Greco testimoniano un rigore che non ammette deroghe”, ribadisce il Congresso, definendo “anacronistico” sostenere il contrario.
Non manca una stoccata interna, velenosa, rivolta a chi, dall’interno dei confini, starebbe spalleggiando queste manovre. Il Governo definisce “singolare e contraddittorio” che tra le voci critiche all’estero figurino “professionisti sammarinesi legati a contesti e vicende che, in passato, hanno profondamente scosso la reputazione e il sistema finanziario della Repubblica”.
La chiosa è un messaggio a Bruxelles e ai partner comunitari: San Marino non accetta che l’integrazione diventi “ostaggio di logiche estranee al bene comune” o strumento di coercizione. La sovranità, conclude il Governo, si misura anche nella capacità di proteggere i propri giudici da chi, “privo di argomentazioni giuridiche valide”, cerca scorciatoie politiche.












