Cronaca. Strage di Capodanno a Crans-Montana: Jessica Moretti rompe il silenzio e respinge le accuse

A poco più di un mese dalla terribile tragedia del Constellation, costata la vita a 41 persone tra cui 6 giovani italiani, Jessica Moretti ha deciso di uscire allo scoperto per contrastare quella che definisce una pioggia di menzogne sul suo conto. La titolare del locale svizzero, che gestisce l’attività insieme al marito Jacques, è stata intercettata oggi, giovedì 5 febbraio 2026, presso un bar nei pressi del commissariato di Sion. In una giornata cruciale per le indagini, segnata anche dall’interrogatorio di Jean-Marc Gabrielli, figlioccio di Jacques, la donna ha voluto smentire categoricamente le voci che la vedevano in fuga con l’incasso del locale, dichiarando con fermezza di non essere mai scappata e di non avere alcuna intenzione di farlo ora, mossa dal solo desiderio di far emergere la verità.

Moretti ha espresso una profonda comprensione per la rabbia che anima le famiglie delle vittime, sottolineando come l’accertamento dei fatti da parte degli inquirenti possa rappresentare un aiuto concreto anche per chi ha subito perdite incolmabili. La sua intenzione, come riportato durante l’incontro, è quella di offrire la massima collaborazione alle autorità competenti. Nel corso del colloquio, la titolare ha avuto un pensiero anche per Cyane, la cameriera indicata come colei che avrebbe accidentalmente innescato l’incendio nel seminterrato maneggiando bottiglie con candele scintillanti. Moretti ha ricordato il legame affettivo che le univa, spiegando come la giovane fosse solita chiamarla affettuosamente tata.

Parallelamente alle dichiarazioni odierne, è emersa una lettera inviata ieri dai coniugi Moretti ai loro ex dipendenti, un documento con cui la coppia ha rotto un silenzio descritto come imposto e doloroso. Nello scritto, i titolari hanno voluto rassicurare i lavoratori, affermando di considerarli ancora sotto la propria protezione e dichiarando di assumersi la piena responsabilità dell’accaduto senza cercare alcun capro espiatorio tra lo staff. I Moretti hanno descritto il peso insopportabile di essere diventati, dal primo gennaio scorso, il volto della sventura che ha colpito il Constellation, aggiungendo che il dolore per la perdita dei dipendenti rimasti uccisi nel rogo è immenso e costante.

Attualmente, i coniugi Moretti risultano indagati per la strage ma si trovano a piede libero, grazie al versamento di una cauzione di 400 mila franchi la cui provenienza resta avvolta nel mistero. Jessica Moretti ha concluso spiegando che la decisione di scrivere agli ex collaboratori è nata dall’esigenza di proteggersi dalle voci diffamatorie che hanno aggravato la sofferenza generale. La donna ha descritto una condizione di isolamento totale in cui lei e il marito starebbero vivendo queste fasi dell’inchiesta, ribadendo che la lettera era l’unico strumento utile per far sapere ai superstiti di non essere stati dimenticati e per smentire le ricostruzioni circolate finora.