Il COREPER (acronimo del francese Comité des représentants permanents) è il motore silenzioso e la “sala macchine” dell’Unione Europea. Sebbene sia poco noto al grande pubblico, è l’organo che detiene il vero potere negoziale a Bruxelles: quasi nessuna legge europea viene approvata senza il suo preventivo via libera.

Formalmente, è il Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri presso l’Unione europea.
Il compito principale del COREPER è preparare i lavori del Consiglio dell’Unione Europea (dove siedono i Ministri dei vari paesi). Funge da cerniera tra le capitali nazionali e le istituzioni comunitarie.
Il suo ruolo è triplice:
• Negoziazione tecnica e politica: Gli ambasciatori discutono le proposte di legge della Commissione Europea per trovare un compromesso tra i 27 interessi nazionali.
• Controllo di coerenza: Verifica che le politiche europee (dall’ambiente all’economia) siano coerenti tra loro e rispettino i trattati.
• Smaltimento dell’agenda: Quando il COREPER raggiunge un accordo unanime su un dossier, questo viene inserito nei “Punti A” dell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, il che significa che i Ministri lo approveranno formalmente senza nemmeno discuterne. Circa il 90% della legislazione UE viene di fatto decisa qui.
Il COREPER non è un blocco unico, ma è diviso in due formazioni distinte che si riuniscono ogni settimana:
COREPER II (Affari Politici e Istituzionali)
È composto dai Rappresentanti Permanenti, ovvero gli Ambasciatori di grado più elevato. Si occupa dei dossier più sensibili e “alti”:
• Affari esteri e difesa.
• Questioni economiche e finanziarie (ECOFIN).
• Giustizia e affari interni (immigrazione, visti).
• Preparazione dei vertici del Consiglio Europeo (dove siedono i Capi di Stato e di Governo).
COREPER I (Affari Tecnici e Sociali)
È composto dai Rappresentanti Permanenti Aggiunti (i “numeri due” delle ambasciate). Gestisce le materie operative e il mercato unico:
• Occupazione, politiche sociali e salute.
• Ambiente, energia e trasporti.
• Agricoltura e pesca (anche se gran parte della pesca è gestita da un comitato speciale).
• Ricerca e competitività.
I membri del COREPER non sono politici eletti, ma diplomatici di carriera. Vivono stabilmente a Bruxelles e fungono da “sentinelle” del proprio Paese. Devono essere maestri della mediazione: devono difendere l’interesse nazionale del proprio governo ma, allo stesso tempo, lavorare per trovare un accordo comune che permetta all’Unione di avanzare.
Per uno Stato come San Marino, il COREPER è l’interlocutore “ombra” più importante.
Mentre la Commissione Europea conduce i negoziati tecnici, è il COREPER che:
• Valuta se le deroghe chieste da San Marino (ad esempio sulla libera circolazione o sul mercato bancario) sono accettabili per i 27 Stati membri.
• Dà il “nulla osta” politico finale prima che l’Accordo venga firmato.
• Monitora che San Marino rispetti effettivamente le normative UE una volta entrato nel mercato unico.
In pratica, se un’inchiesta giornalistica o una legge controversa (come quella sulla “ricorsività” dell’informazione) sollevasse dubbi a Bruxelles, sarebbero proprio gli ambasciatori del COREPER a sollevare il caso, condizionando l’esito dell’integrazione sammarinese.
Il COREPER lavora in sessioni permanenti. Se un dossier è bloccato, gli ambasciatori possono negoziare per ore o giorni fino a trovare una “quadra”. Questo lavoro evita che i Ministri (che hanno agende politiche molto cariche) debbano perdersi in dettagli tecnici infiniti, permettendo alla macchina europea di non bloccarsi.











