Si chiude con una sentenza di non luogo a procedere la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un giovane di 28 anni di origine nordafricana, accusato ingiustamente di violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne. Il giudice, nella giornata di oggi, giovedì 5 febbraio 2026, ha deciso di scagionare l’imputato, respingendo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. I fatti risalivano al luglio dello scorso anno, quando una ragazzina, giunta a Riccione per partecipare a una manifestazione sportiva, aveva denunciato un palpeggiamento subito mentre si trovava in spiaggia in compagnia di alcune amiche.
Secondo la ricostruzione emersa durante le fasi processuali, la comitiva della giovane era stata avvicinata da un gruppo di quattro uomini. Nel momento del contatto tra i due gruppi, qualcuno aveva molestato la ragazza che, pur non avendo visto materialmente in faccia l’autore del gesto, aveva successivamente indicato il giovane 28enne (all’epoca dei fatti ventisettenne) durante un riconoscimento fotografico. L’identificazione era nata da una deduzione della vittima basata sulla posizione occupata dai presenti nel momento dell’incrocio sulla sabbia, versione poi supportata anche dalle testimonianze di due amiche.
Tuttavia, la difesa del giovane, curata dall’avvocata Federica Rossi, ha evidenziato come l’indagine avesse preso una direzione errata nonostante elementi discordanti già presenti agli atti. I Carabinieri erano infatti riusciti a rintracciare uno dei componenti del gruppo di nordafricani, il quale, interrogato in caserma, aveva rivelato il nome del vero responsabile, indicando una persona diversa dall’indagato. È emerso inoltre che il 28enne, nel momento esatto in cui avvenivano le molestie sul litorale, si trovava in piazzale Roma e non aveva mai avuto alcun contatto con la minore.
La decisione del magistrato mette fine a un incubo legale per l’uomo, che rischiava una pena molto severa a causa delle pesanti aggravanti connesse all’età della vittima. La sentenza conferma l’estraneità del giovane ai fatti, ribaltando le conclusioni iniziali basate su una ricostruzione induttiva e non visiva della giovane coinvolta.











