Emilia-Romagna, rivoluzione medici di base: ambulatori aperti 12 ore e nuove equipe territoriali

Dopo un lungo percorso negoziale, la Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto l’accordo integrativo regionale con i sindacati dei medici di medicina generale. L’intesa, che coinvolge quasi tremila professionisti sul territorio, introduce le Aggregazioni funzionali territoriali come nuovo modello organizzativo obbligatorio per l’assistenza primaria.

Il presidente Michele de Pascale e l’assessore alla Sanità Massimo Fabi hanno definito il patto siglato oggi un risultato storico, destinato a migliorare sensibilmente l’accessibilità alle cure per i cittadini emiliano-romagnoli. La firma è arrivata da Fimmg, Cisl e Fit, mentre Snami e Smi non hanno aderito, lamentando criticità nelle modalità di confronto.

Il cuore della riforma: le Aft

Le nuove aggregazioni funzionali territoriali rappresentano il pilastro dell’accordo. Si tratta di gruppi di medici di famiglia che garantiranno l’apertura degli ambulatori fino a dodici ore giornaliere, dal lunedì al venerdì, con accesso gratuito per prestazioni di bassa complessità. Ogni Aft avrà come riferimento una popolazione ottimale di trentamila assistiti e opererà in stretta integrazione con le Case di comunità.

L’assessore Fabi ha sottolineato che saranno attivate 86 strutture di questo tipo, un traguardo raggiunto da poche regioni italiane. Per i pazienti cronici sono previste equipe multiprofessionali composte da medici, infermieri, specialisti e assistenti sociali.

Trasformazione dei Cau e digitalizzazione

L’intesa prevede inoltre la riconversione dei Centri di assistenza urgenza presenti nelle Case di comunità, che diventeranno ambulatori delle Aft mantenendo lo stesso assetto tecnologico e organizzativo. Resteranno invece denominati Cau quelli collocati presso i Dipartimenti di emergenza.

Sul fronte della digitalizzazione, diventa obbligatorio l’utilizzo della ricetta dematerializzata e del Fascicolo sanitario elettronico, in linea con gli obiettivi del Pnrr.

Tutele per i medici e meno burocrazia

L’accordo introduce misure di sostegno alla genitorialità, confermando l’integrazione regionale alle indennità di maternità e adozione. Viene inoltre istituito un tavolo permanente tra sindacati e Regione per eliminare i carichi burocratici ritenuti superflui, restituendo tempo all’attività clinica. Previste anche agevolazioni per i professionisti che operano in aree disagiate, nell’ottica di garantire equità territoriale nell’erogazione delle cure.